Treno soppresso: polemiche sui binari

Centinaia di persone fatte scendere a Mestre senza nessuna spiegazione
CASTELFRANCO. Soppresse le fermate intermedie sulla linea Venezia-Bassano, centinaia di persone fatte scendere a Mestre senza nessuna spiegazione hanno atteso sul binario per oltre mezz’ora prima di sapere quale fosse il loro destino.


Ieri i pendolari che hanno preso il treno delle 18.13 a Venezia per far rientro a casa dopo una giornata di lavoro nella città lagunare sono state fatte scendere a Mestre con la comunicazione che il treno avrebbe proseguito per Treviso e le fermate di Asseggiano, Maerne, Salzano, Noale, Trebaseleghe, Piombino, Resana, Castelfranco ecc. non erano più servite. C’è stato chi, dopo un primo momento di sorpresa mista a irritazione, si è organizzato per assoldare un taxi.


Qualcuno si è dato da fare per trovare un alloggio per la notte. Tutte soluzioni dispendiose. I più non si sono arresi e si sono rivolti di persona o via cellulare ai servizi protestando vivacemente. Dopo varie telefonate incrociate, l’annuncio di un convoglio sostitutivo e la ripartenza, finalmente, alle 19.01. «Nessuna spiegazione sulla causa di questo improvviso stop ci è stata data - dichiara il vicesindaco pendolare di Loreggia Fabio Bui, anch’egli costretto alla discesa forzata - Forse si è trattato di un guasto alla linea per via del maltempo o di un problema tecnico.


Comunque se così fosse stato avremmo compreso e pazientato. Quello che non siamo disposti a sopportare è lo stato di abbandono in cui viene a trovarsi il passeggero. Non si possono lasciare centinaia di persone su un binario senza sapere a che ora si arriva a casa. L’unico annuncio che funziona sempre è quello che chi non paga il biglietto viene multato».
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