Tredici baby ricoverati da marzo «Ogni cento tre sono positivi»

Il reparto di Pediatria partecipa a una ricerca nazionale sul Covid L’epidemiologo Luca Cegolon ha ingadato la trasmissione al feto 

lo studio

La Pediatria dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso protagonista di uno studio nazionale per capire come si comporta il coronavirus nei bambini. «Abbiamo condiviso la nostra esperienza» dice il primario Stefano Martelossi «nel pieno della pandemia abbiamo seguito 13 bambini, da marzo non abbiamo più registrato ricoveri pediatrici per Covid pur avendo riscontrato 5 positività, queste ultime tutte asintomatiche tranne un caso con lievi manifestazioni». Le notizie raccolte confluiranno all’interno di un report che raggruppa 159 baby-pazienti di tutta Italia, comparandoli con altri 2.000 coetanei che hanno avuto sintomi Covid-sospetti ma poi sono risultati negativi al tampone. Tra i casi di studio che vedono il reparto trevigiano insieme ai principali centri italiani specializzati nella cura dei più piccoli, quali il Meyer di Firenze e il Burlo Garofolo di Trieste: i pazienti Covid-positivi seguiti tra marzo e aprile, tra loro un bimbo coneglianese di 5 anni, contagiato assieme ai genitori, un bimbo di 9 anni, ricoverato per appendicite e positivo al Covid, un 12enne a rischio infezione importante poi trasferito a Padova e due 17enni dimessi in breve tempo. L’andamento durante il lockdown? Il 3% di bambini positivi ogni 100 tamponi effettuati in Pediatria, l’1% delle diagnosi sfociato in un ricovero. «Ora la priorità è che i nostri bimbi e ragazzi riprendano l'attività educativa in sicurezza aggiunge il primario Martelossi la ripresa della scuola è fondamentale, bisognerà essere prudenti, abbassare il rischio al minimo possibile, ma didattica e formazione devono poter ricominciare per garantire la crescita di una generazione». A studiare come il Covid si comporta nei neonati è stato invece il dottor Luca Cegolon, epidemiologo dell’Usl 2, che su Travel Medicine & Infectious Disease, ha pubblicato lo studio relativo a uno dei primi casi confermati al mondo di trasmissione del Covid da madre asintomatica a infante a inizio marzo in Iran, uno dei primi 4 focolai con Italia, Sud Corea e Cina. «Il rischio Covid- conclude Cegolon- cresce con l’ età, ma la malattia può colpire anche bambini sotto i 10 anni, in cui i sintomi possono essere più sfumati e difficili da riconoscere». —



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