Travolto e ucciso dall’albero: quattro le segnalazioni di pericolo rimaste senza risposta
Tra 2022 e 2023 la pianta sarebbe stata capitozzata, poi nessun altro intervento in zona. A scrivere al Genio anche i vigili del fuoco dopo il cedimento di una vicina sponda

L’intervento di manutenzione più recente è datato tre, quattro anni fa: una potatura. O meglio: una capitozzatura, che consiste nel troncare le cime dei rami abbassando la chioma.
Un metodo che il regolamento del verde del Comune vieta proprio perchè rischia di danneggiare le piante. I segni si vedono bene nella fotografia dell’albero scattata a inizio 2023, quella che immortala la pianta inclinata e la riva scavata e consumata, senza alcuna protezione o consolidamento.
Le segnalazioni
Il quadro è quello da anni. I residenti di via Botteniga hanno denunciato fin da subito di aver segnalato lo «stato di degrado della pianta e della riva», e scavando nelle comunicazioni interne agli uffici si scopre che l’allerta (alle volte – va detto – non totalmente circostanziata) partita dalla strada è confluita in tre comunicazioni ufficiali al Genio Civile di Treviso che il Comune fin da subito ha inquadrato come unico responsabile della manutenzione della pianta e della sponda.
Due – secondo quanto trapela da fonti interne all’amministrazione – sono partite dagli uffici del verde, una terza invece dalla polizia locale che con il nucleo ambientale si occupa anche di questioni relative alla manutenzione di aree private o di terzi.
«Nessuna di queste ha avuto un riscontro» sottolineano dai piani alti del Comune, «nemmeno in termini di semplice risposta». Ed a questo tris di allerte – tutte riferite allo stato di fatto dell’area – nei mesi passati se ne sarebbe aggiunta una quarta – sempre all’indirizzo del Genio – partita stavolta dai Vigili del Fuoco e tesa a segnalare il cattivo stato di conservazione delle sponde dell’asse Botteniga non propriamente nell’area dell’incidente, ma poco più a valle, e comunque con valenza generale. La segnalazione sarebbe partita a seguito dell’intervento per il cedimento di parte della sponda.
Pianta non tra le 26 mila del comune
Fosse stata in ambito pubblico, la pianta sarebbe stata intercettata con ragionevole certezza dai tecnici agronomi che nell’arco degli ultimi hanno censito e gestito i 26.587 alberi messi a bilancio nel 2023 da un report che «non contemplava ha mai contemplato il pioppo nero crollato» spiegano i responsabili, «perchè fuori perimetro pubblico». Lo fosse stato, sarebbe stata valutata, analizzata per la sua pericolosità o il suo rischio, e forse inserita nel piano di abbattimenti che con cadenza quasi mensile viene approvato da ordinanza del sindaco.
Il sistema comunale funziona infatti così: ogni pianta ha una sua scheda tecnica corredata di foto e analisi che vengono aggiornate o in conseguenza del rinnovo della schedatura, o sulla base di segnalazioni. Se l’albero viene ritenuto pericoloso per la pubblica incolumità o morto, ne viene decretato l’abbattimento che viene eseguito nei giorni a seguire. «Questo garantisce un controllo costante ma non permette di contrastare delle fatalità» allargano le braccia dal Comune dove in questi giorni è grande il dolore per la morte del 38enne pescatore, vigile del fuoco e rugbista. Davanti alla tragedia, le cui eventuali responsabilità saranno stabilite dal tribunale, impossibile non constatare l’incredibile quanto drammatica probabilità di un simile incidente.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso









