Gli studenti dell’Astori diventano donatori di cellule staminali
Al collegio Astori di Mogliano è stato battuto un record: ben 33 tra studenti e studentesse delle classi quinte si sono iscritti al Registro nazionale dei donatori Ibmdr sottoponendosi alla tipizzazione

La speranza è nei giovani. Ieri al collegio Astori di Mogliano è stato battuto un record: ben 33 tra studenti e studentesse delle classi quinte si sono iscritti al Registro nazionale dei donatori Ibmdr sottoponendosi alla tipizzazione.
Mai così tante adesioni in una sola volta all’interno di una scuola. Così i 33 giovani sono diventati potenziali donatori volontari di cellule staminali emopoietiche (che hanno sostituito negli ultimi anni la donazione di midollo). In caso di necessità, potranno donare questo prezioso materiale biologico a beneficio di un paziente compatibile che ha bisogno di un trapianto.
«Sentiamo di fare un gesto che ha un valore enorme, dovrebbero farlo tutti» hanno commentato gli studenti. L’iniziativa che li ha visti protagonisti rientra nel progetto “Il dono entra in classe” e ha coinvolto tre classi dell’Astori, grazie all’impegno di Adoces Treviso e dei testimonial, che nelle scorse settimane hanno portato la loro esperienza nella scuola moglianese e in altri cinque istituti della Marca. «Siamo molto soddisfatti dell’esito dell’incontro al collegio Astori di Mogliano» sottolinea Alice Vendramin Bandiera, presidente di Adoces Treviso.
Diventare donatori
Le procedure per la tipizzazione di ragazzi e ragazze sono scattate col suono della campanella e sono proseguite tra una lezione e l’altra: prima il colloquio con il medico, quindi la sottoscrizione del consenso informato e il prelievo di un campione di saliva che verrà poi consegnato al laboratorio Hla della Medicina immuno-trasfusionale dell’ospedale Ca’ Foncello, per essere sottoposto all’esame che consente di identificare le caratteristiche genetiche del donatore (poi inserite nel registro Ibmdr).
Si tratta di una banca dati mondiale, dove le strutture sanitarie possono cercare donatori e donatrici compatibili con i malati in attesa di trapianto perché affetti da leucemia e altre gravi malattie ematologiche e genetiche.
Testimonial e dono
Per arrivare a maturare la scelta del dono, ragazze e ragazzi dell’Astori hanno preso parte a un percorso condotto da Adoces Treviso insieme a Samuela Pizzato, fondatrice con i figli di Smail dopo la perdita del marito, e ad Alberto Torresan, volontario dell’associazione che ha portato la propria testimonianza di paziente guarito dal mieloma multiplo grazie a un trapianto di cellule staminali emopoietiche ricevute da una donatrice volontaria argentina, esperienza che ha anche raccontato nel libro “La mia partita continua”.
«I giovani rappresentano il presente e il futuro delle donazioni e soprattutto quello di molti pazienti. Ci complimentiamo con i trentatré ragazzi che hanno subito accolto l’invito a diventare donatori, ma anche con i loro compagni e con gli studenti che abbiamo incontrato nel corso di quest’anno, che magari valuteranno la decisione in seguito» aggiunge Bandiera.
Il registro e la speranza
Nel 2025 i trapianti eseguiti nei centri di tutta Italia sono stati oltre 1.160, un numero in costante aumento, mentre i donatori italiani risultati compatibili in base alla ricerca al Registro Ibmdr sono stati 490: 256 di questi hanno donato per pazienti stranieri e 234 per pazienti italiani. È quindi fondamentale incrementare il numero dei giovani donatori volontari che rimarranno iscritti e a disposizione dei Centri di Trapianto fino al compimento dei 55 anni (mentre la tipizzazione deve essere fatta obbligatoriamente tra i 18 e i 35 anni), per garantire al maggior numero di pazienti su scala globale di trovare in Italia un donatore compatibile.
Agli studenti trevigiani è stata quindi spiegata l’importanza di iscriversi al Registro per poter donare – in caso di compatibilità con un paziente – le cellule staminali emopoietiche. Conclude la presidente Bandiera: «Per noi di Adoces Treviso è fondamentale che i giovani raggiungano la consapevolezza dell’impegno che si assumono diventando donatori volontari e che mantengano fede alla propria scelta fatta all’atto dell’iscrizione al Registro, soprattutto qualora in futuro venissero richiamati per la donazione effettiva».
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