Trasportava clandestini per l’Europa: arrestato

La Squadra Mobile ha scoperchiato un’organizzazione internazionale. Fermato un pachistano accusato di tentato omicidio

oderzo. L’hanno arrestato dopo settimane di appostamenti all’interno dell’appartamento dove aveva trovato rifugio alle porte di Oderzo. Gli uomini della Squadra Mobile di Treviso, su mandato dei colleghi di Torino, all’alba di ieri hanno messo le manette ai polsi di un trentenne pachistano accusato di reati gravissimi: associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, lesioni e tentato omicidio. Il blitz è scattato nell’ambito dell’operazione “Pakistan 2019” che ha smantellato una banda così strutturata da essere riuscita a far entrare illegalmente migliaia di cittadini pakistani, indiani e bengalesi in diversi Stati europei. L’operazione è stata condotta dalla polizia italiana e francese, con l’ausilio di Europol, nell’ambito dell’accordo a suo tempo concluso per la costituzione di una squadra investigativa comune i due paesi.

E ieri mattina all’alba una task force internazionale composta da investigatori delle due forze di polizia ha eseguito sei fermi di indiziato di delitto e dato esecuzione a due mandati di arresto europeo, nelle provincie di Torino, Alessandria, Bergamo e Trento. A Treviso gli agenti della Squadra Mobile diretta da Claudio Di Paola hanno quindi fermato il pachistano che è accusato di aver fatto da trasportatore di questi immigrati. Un lavoro che lui nascondeva dato che a tutti aveva riferito di lavorare al negozio kebab sotto l’appartamento dove è stato bloccato. A Bergamo invece è stata scoperta una “safe house” con all’interno 20 cittadini pachistani in procinto di partire per il nord Europa. A Torino è stata trovata un’abitazione con 14 cittadini pachistani che sono in fase di trattazione per l’identificazione.

Si stima che tra il 2018 ed il 2019 il gruppo sia riuscito a muovere oltre 1000 immigrati irregolari con profitti stimati intorno al milione di euro. Inizialmente, nel 2018, il gruppo criminale aveva base a Torino, dove aveva allestito delle “safe house” rendendosi protagonista di violente aggressioni e di un tentato omicidio messo in atto proprio dal trentenne fermato a Treviso. Il sodalizio, infatti, è molto temuto dai connazionali, a cui veniva imposto con la forza di non rivelare informazioni e addirittura di cancellare ogni eventuale traccia dai telefoni che potesse ricondurre ai membri del gruppo, ricorrendo a violenza e minacce che potevano avere come bersaglio persino le famiglie nei paesi di origine.

In seguito alla scoperta di diverse “safe house” da parte della Squadra Mobile di Torino nello scorso mese di maggio, il gruppo aveva deciso di abbandonare la città ma non di interrompere la propria redditizia attività. Grazie all’attività della Squadra investigativa italo-francese ed alla cooperazione del Settore di Polizia di Frontiera di Aosta e della Polizia Stradale di Torino, si è scoperto che il gruppo aveva stabilito nuove “safe house” quest’oggi definitivamente smantellate con la cattura degli organizzatori del network criminale. Il trentenne è ora a disposizione del giudice. —

G.B.

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