Tombe tutte uguali in cimitero, è polemica a Conegliano

CONEGLIANO. La cittadina Ketty Carniel Diaz su Facebook si dice “infuriata”: il suo disappunto sorge dal fatto che tutte le lapidi del cimitero debbano essere di marmo di Carrara bianco. E lei non può sceglierne una di tipo diverso per la tomba di un suo caro. È davvero questa la regola? Lo chiarisce Floriano Zambon, assessore ai cimiteri e alla polizia mortuaria nonché per molti anni sindaco della città di Conegliano.
«No all’Arlecchino di colori» spiega Zambon nel tentativo di fare chiarezza in merito alla questione, che ha suscitato sul gruppo «Sei di Conegliano se...» diversi commenti. Dalle parole dell’ex primo cittadino pare che, oltre che a una affermata consuetudine, vi sia una regola scritta: per le tumulazioni la lastra è di marmo bianco, e il privato cittadino non ha la possibilità di sceglierne né il colore né il materiale, tant’è vero che essa è compresa nel prezzo della tomba in concessione. Questa regola vale non solo per il cimitero di Conegliano, bensì per tutti i camposanti d’Italia. Altro discorso riguarda le tombe a terra da un lato, le tombe di famiglia dall’altro. Relativamente alle prime, fatto salvo per l’imposizione di certi limiti nelle dimensioni non esiste pressoché alcun vincolo.
Addirittura, dice Zambon, non sarebbe strano imbattersi qua e là in sepolture prive di qualsiasi copertura marmorea o cementificata, ma segnalate semplicemente da una croce di legno (tradizione diffusa perlopiù nei paesi di montagna). Rispetto alle seconde, esistono dei precisi vincoli solo in merito all’altezza, ed essi, nel caso del cimitero di Conegliano, vengono fatti rispettare con maggior fermezza nella zona centrale e in quella settentrionale, corrispondenti alla parte storica dello stesso.
In sintesi, si può dire che, se le tombe a terra e quelle familiari devono semplicemente rispettare certi limiti di spazio, per i defunti che vengono tumulati l’ulteriore regola da seguire è quella dell’uniformità della lapide. Zambon dunque spiega come debba prevalere un principio di ordine, per evitare stravaganze e scegliere uno stile improntato alla sobrietà. Detto questo, i familiari sono liberi di scegliere gli ornamenti esterni (grafia e colore dell’epitaffio, forma della cornice fotografica, grandezza del vaso per i fiori) mantenendo uniforme e uguale per tutti “la base”, ovvero la pietra tombale, che, appunto, “deve rispettare la logica dell’omogeneità”.
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