Tassa sui passeggeri per l’aeroporto, il Tar dà torto ai Comuni
La battaglia legale si trascina da anni e non si ferma qui. Rimane a bocca asciutta anche Quinto, che insieme agli altri Comuni ha fatto ricorso in Consiglio di Stato

Oltre 38 milioni di euro, sul piatto, come “risarcimento” per la presenza dell’aeroporto: c’è anche il Comune di Quinto, tra i 18 che battono cassa, ma per il momento rimangono a bocca asciutta.
Una battaglia legale che si trascina da anni e non si ferma qui: contro la sentenza del Tar del Lazio, che ha respinto la richiesta di denaro da parte dei Comuni, Quinto e gli altri ricorrono in Consiglio di Stato.
Le somme
Al centro della vicenda ci sono le addizionali comunali sui diritti di imbarco, in pratica una sorta di risarcimento che i Comuni con aeroporti sul proprio territorio ricevono, proporzionale al numero di passeggeri dello scalo.
La guerra è sul quanto: una legge del 2003 ne stabilisce i parametri, ma è proprio su questi che si gioca una disputa legale. Nella richiesta ora bocciata dal Tar, Quinto e gli altri 17 Comuni chiedono oltre 41 milioni di euro per il periodo che va dal 2016 al 2019, cifra che rappresenta la differenza tra quanto i Comuni stessi sostengono di aver diritto a ottenere secondo i parametri della legge (oltre 55 milioni) e quanto invece hanno realmente ottenuto (poco più di 14 milioni di euro).
Cause e ripartizioni
Questione tecnica e annosa. Complicato anche capire quanto spetterebbe al Comune di Quinto, secondo una sorta di manuale Cencelli applicato ai geometri: tra i parametri di ripartizione del fondo c’è anche la superficie aeroportuale presente sul territorio comunale.
«È chiaro che per Fiumicino o i Comuni attorno all’aeroporto di Linate parliamo di somme molto consistenti», spiega Mauro Dal Zilio, ex sindaco di Quinto e ora assessore che ha tra le proprie deleghe anche l’aeroporto, «ma è una questione più di principio che economica, per questo abbiamo deciso di andare avanti e di ricorrere in Consiglio di Stato contro questa sentenza del Tar del Lazio». Ne pende un’altra simile, per gli anni dal 2005 al 2015, e per Quinto la fetta potrebbe valere circa 150.000 euro.
La bocciatura
Ora la bocciatura da parte del Tar della richiesta di rimborso dei Comuni è tecnica quanto la questione in sé, e fa riferimento all’«automatismo dei calcoli sul quale i ricorrenti avevano fondato le domande», si legge nella sentenza pubblicata nelle scorse settimane.
Inizialmente il contenzioso aveva interessato la giustizia ordinaria ed era rimasto per un po’ parcheggiato alle sezioni civili del tribunale di Roma, fino a quanto la Corte d’appello ha dichiarato il difetto di giurisdizione, indicando la competenza dei giudici amministrativi, quindi del Tar. Ma la vicenda non si esaurisce lì e si arriverà fino al Consiglio di Stato.
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