Tares, la lista dei 50 sindaci ribelli

Tornano alla carica i sindaci anti-Tares, il nuovo tributo locale su rifiuti e servizi che dovrebbe entrare in vigore da questa estate, più caro di Tia e Tarsu. La rivolta è capeggiata dal sindaco di Zero Branco Feston e da quello di Silea Piazza, che dallo loro hanno già 50 Comuni, pronti a sottoscrivere il ricorso alla Corte costituzionale contro l’introduzione del tributo, definito «illegittimo» in quanto tassa ricchi e poveri allo stesso modo attraverso l’unico parametro della superficie delle abitazioni.
Dopo la conferenza stampa di una settimana fa, che ha innescato la rivolta, Feston ha dato appuntamento ai colleghi venerdì 5 Aprile sempre a Zero Branco per parlare dei seguenti punti all’ordine del giorno: ricorso per incostituzionalità contro la Tares, coinvolgimento dei parlamentari eletti nel Trevigiano e nel Veneziano, disponibilità delle categorie produttive, organizzazione di appositi consigli comunali e di incontri con la cittadinanza.
La protesta dei sindaci ha subito raccolto l’adesione delle associazioni di categoria, preoccupate in particolare per la stangata in arrivo per le attività produttive, già massacrate dall’Imu. La prima a scendere in campo è stata la Confartigianato del presidente provinciale Mario Pozza, seguita da Unindustria, che per bocca del suo presidente Alessandro Vardanega ha fatto sapere che «Unindustria appoggia con convinzione l’iniziativa dei sindaci contro l’applicazione della Tares e ne condivide in pieno le motivazioni. Si tratta dell’ennesimo provvedimento destinato a fare cassa per lo Stato: pur di drenare risorse si tassa la superficie anziché l’effettiva produzione di rifiuti. A questo si aggiunge una maggiorazione minima di 0,30 euro a metro quadro che è di fatto una patrimoniale, uguale per tutte le superfici e particolarmente penalizzante per le aziende che operano su grandi superfici, una tassa che nemmeno resta ai Comuni». Anche i grillini si sono detti pronti a bloccare il tributo a livello parlamentare. Ma prima di loro si è mosso il Pd con Simonetta Rubinato, che è anche sindaco di Roncade. Ma ecco la lista dei Comuni, della Marca e del Veneziano, che hanno aderito alla protesta: Zero Branco, Scorzé, Silea, Martellago, Arcade, Breda di Piave, Caerano, Campagna Lupia, Campolongo Maggiore, Camponogara, Cappella Maggiore, Carbonera, Casier, Castelfranco, Cessalto, Cinto Caomaggiore, Colle Umberto, Dolo, Farra di Soligo, Fiesso d’Artico, Fossalta di Piave, Giavera, Gruaro, Istrana, Maserada, Meduna di Livenza, Mirano, Monfumo, Montebelluna, Morgano, Noale, Pieve di Soligo, Ponte di Piave, Ponzano, Portogruaro, Povegliano, Pramaggiore, Preganziol, Quarto d’Altino, Quinto, Refrontolo, Roncade, Salzano, Santa Lucia, Santa Maria di Sala, Segusino, Spinea, Spresiano, Villorba e Zenson.(a.z.)
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