Tangenziale, San Giuseppe dice sì

L’assemblea di quartiere: «È un’opera necessaria». Mugugni in maggioranza: vogliamo chiarezza
Di Federico De Wolanski

San Giuseppe dice sì al cantiere della tangenziale, quello che prolungherà il tracciato dalla Castellana fino alla Feltrina portando con sè - questo hanno detto anche gli studi effettuati dall’ufficio mobilità - il traffico che assedia il quartiere. A confermarlo ieri un’assemblea pubblica del quartiere partecipatissima, durante la quale oltre al progetto della superstrada, sono stati illustrati i piani di sviluppo del quartiere: dalla riqualificazione del Menegazzi alle ciclabili. In sala, nel centro civico di quartiere già teatro di bollenti riunioni in tema di viabilità, tanti residenti, molti rappresentanti della maggioranza, perfino qualche ex della vecchia amministrazione.

«È un’opera invocata da anni», dice il consigliere comunale del Pd Giancarlo Zuliani, portavoce dei residenti, «Oggi ci sono le condizioni per realizzarla: facciamola al meglio, senza limitare lo sguardo al qui e ora, ma pensando ad ampio raggio». E così fa il piano, illustrato in commissione di maggioranza mercoledì quando la mobility manager ha spiegato il progetto con l’assessore all’urbanistica Camolei. Veneto Strade ha infatti praparato non solo i disegni del quarto lotto Castellana-Feltrina, ma anche quelli del quinto lotto (Feltrina-San Pelajo). Come dire: si può andare avanti. Impossibile però non guardare anche la voce costi: 94 milioni di euro per 4 chilometri di strada. Una spesa stellare che può scendere però a 53 milioni se si ipotizza la soluzione più semplice, senza tante barriere e senza interrati. «Un costo che può calare ancora» a sentire Camolei, in fase d’asta. Ma come e quanto è tutto da definire. Di certo, il Comune ha deciso di dire «sì» al tracciato preparato da Veneto Strade, per non perdere il finanziamento regionale.

Su questo punto, sonori, i mugugni di una parte della maggioranza, che in tempi di “scandalo tangenti”, “Mose”, “opere pubbliche” non vede di buon occhio una proposta progettuale e un conto fatti in toto da Veneto Strade, l’azienda pupillo dell’ex assessore Renato Chisso (arrestato). Ma proprio sul tracciato c’è nervosismo. Se la proposta è quella fatta a suo tempo da Veneto Strade, anche l’unica possibilità di variazione - più economica che urbanistica - la danno le quattro proposte fatte sempre dalla società: un tracciato sopraelevato, una strada a raso, una superstrada in trincea e un percorso misto. A chi spetta la scelta? Pare agli uffici tecnici e alla giunta. La maggioranza? Dà un parere solo consultivo, forse; altro dettaglio politico che non sembra aver fatto molto piacere. A imporre di «tagliare corto» con le discussione passare ai timbri è stata la stessa Veneto Strade, con una lettera al sindaco Manildo: «O si approva il nostro progetto o addio soldi e addio strada». Un messaggio che ha imposto a Ca’ Sugana una nuova tabella di marcia. «Non possiamo perdere il treno», si è ribadito ieri in assemblea a San Giuseppe, «il quartiere va salvato». Partita a sè faranno le considerazioni sul «quinto lotto», a cui si è accennato ieri. Quel che si sa è che differentemente dal quarto lotto, la Feltrina-San Pelajo sarà una strada a due corsie.

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