TANGENTI MOSE / Orsoni libero: revocati gli arresti domiciliari Ha patteggiato una pena di 4 mesi e 15 mila euro. Torna sindaco

Il sindaco aveva ammesso davanti ai giudici di aver chiesto soldi a Mazzacurati.  Zoggia, Marchese e Mognato gli avrebbero consigliato di rivolgersi al Consorzio perché Brunetta era in vantaggio
Il sindaco di VenezIa Giorgio Orsoni esce dall'aula bunker di Mestre, al termine dell'interrogatorio di garanzia a Mestre, 6 giugno 2014. ANSA/ANDREA MEROLA
Il sindaco di VenezIa Giorgio Orsoni esce dall'aula bunker di Mestre, al termine dell'interrogatorio di garanzia a Mestre, 6 giugno 2014. ANSA/ANDREA MEROLA

l sindaco di Venezia è stato scarcerato dopo il lungo interrogatorio di tre giorni fa, anche perché se da un lato ha continuato a negare di aver ricevuto nelle sue mani direttamente dal presidente del Consorzio Venezia Nuova i 400 mila euro per la sua campagna elettorale, dall’altro ha fornito al pubblico ministero Stefano Ancilotto nuovi elementi utili all’indagine. Ha, infatti, raccontato che nel 2010, in piena campagna elettorale per le comunali in laguna, si erano presentati da lui l’allora segretario provinciale Michele Mognato, poi eletto in Parlamento, l’allora candidato alla presidenza della Provincia Davide Zoggia poi eletto alla Camera e chiamato in segretaria nazionale del Pd da Pierluigi Bersani, e Giampietro Marchese, responsabile organizzativo del partito.

Al futuro sindaco, sempre stando al racconto di Orsoni, avrebbero spiegato che la campagna elettorale non stava andando come doveva e c’era il rischio che il candidato del Centrodestra - era Renato Brunetta - potesse farcela, c’era quindi la necessità di incrementare gli sforzi e di conseguenza c’era bisogno di soldi per finanziare iniziative e propaganda. Orsoni avrebbe spiegato che i tre esponenti del Pd l’avrebbero spinto a chiedere a Giovanni Mazzacurati ulteriori finanziamenti oltre a quei 110 mila euro che le aziende collegate al Consorzio avevano elargito.

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