Maitresse assolta: il denaro andava solo alle ragazze
L’atto finale del processo a carico della donna che gestiva il centro massaggi di Susegana e che era accusata di sfruttamento della prostituzione. Sono stati sentiti 80 uomini che frequentavano l’attività

Sono servite le testimonianze degli 80 clienti del centro massaggi per assolvere la maitresse cinese, accusata di sfruttamento della prostituzione. Nessuno di loro infatti ha confermato di aver dato del denaro alla donna che era stata denunciata nel 2024 al momento del blitz dei carabinieri nel centro di Susegana.
Martedì 27 ottobre in tribunale a Treviso, la donna, difesa dall’avvocato Luca Piaia, è stata assolta perché il fatto non sussiste.
Il blitz
I fatti risalgono al 2024, quando scatta il blitz delle forze dell’ordine. Ad innescarlo sono le segnalazioni dei residenti del condominio in cui si trova il centro massaggi cinese.
Un via vai sospetto, esclusivamente di uomini e spesso in orario serale e notturno. Tutti elementi che hanno immediatamente acceso i sospetti dei vicini. Dopo alcuni appostamenti da parte dei carabinieri, è scattato il blitz dei carabinieri.
Quando sono arrivati al centro massaggi hanno trovato una donna cinese, H.Q. le sue iniziali, alla cassa. Apparentemente appunto la titolare o quanto meno il gestore dell’attività, ed alcune ragazze. L’attività è stata immediatamente chiusa, e il centro massaggi posto sotto sequestro. Mentre la donna è stata denunciata per sfruttamento della prostituzione.
Le indagini
A quel punto sono state avviate indagini approfondite partendo dalla raccolta dell’agenda dei clienti. Ne sono stati individuati un’ottantina, e tutti sono stati chiamati dai carabinieri a raccontare quello che avveniva all’interno del centro massaggi di Susegana. Ma cinquanta hanno smentito di aver ricevuto prestazioni sessuali e di essere andati al centro solo per dei massaggi.
Gli altri trenta hanno invece confermato le prestazioni sessuali, affermando però di aver pagato direttamente le ragazze, tutte cinesi; facendo di fatto vacillare l’accusa di sfruttamento della prostituzione.
Solo in sei, di questi trenta, hanno raccontato ai carabinieri di essere andati in cassa a pagare dopo aver consumato la prestazione sessuale. Ma nessuno, nemmeno tra questi sei, è stati in grado di riconoscere l’imputata, mai vista a quanto pare a Susegana. Anzi hanno affermato che spesso erano le stesse ragazze che fornivano le prestazione a turnarsi alla cassa.
La testa di ponte
Inoltre l’imputata di 54 anni risultava residente a Prato, e stando ai registri dell’attività, il suo nome non figurava come la titolare del centro massaggi. Tanto che anche il Riesame aveva deciso di non disporre la misura cautelare del divieto di dimora in Provincia di Treviso, in quanto non c’era alcuna prova che la 54 enne frequentasse effettivamente il centro massaggi.
Insomma è possibile che la 54enne facesse solo da testa di legno per l’effettiva proprietà del centro massaggi. Da qui, acquisiti su richiesta della difesa i fascicoli delle indagini in sede di dibattimento, l’assoluzione pronunciata in tribunale a Treviso perché il fatto non sussiste.
Il precedente
Era finita diversamente invece per le titolari del centro massaggi Sakura, sempre a Susegana, che poco più di un anno fa sono state condannate ad un anno e 4 mesi per sfruttamento della prostituzione (reati andati in prescrizione dopo pochi mesi). Anche in quel caso il centro massaggi faceva da paravento ad un’attività di sfruttamento della prostituzione. Secondo le indagini, il centro massaggi sulla Pontebbana aveva un giro di un centinaio di clienti.
Il tam-tam di quanto accadeva erano stati gli stessi clienti a diffonderlo, senza bisogno di pubblicizzare l’attività. L’identikit era trasversale per età e ceto sociale: si andava dai ventenni ai sessantenni, da operai a impiegati e liberi professionisti. Alcuni si recavano nel centro massaggi addirittura usando le auto aziendali. Ma quella volta i testi avevano dovuto parlare in aula, raccontando, non senza imbarazzo, le prestazioni ricevute all’interno del centro massaggi.
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