Crisi Electrolux, Susegana divisa tra timore di cassa e voglia di fuggire con gli incentivi
Clima teso nelle prime assemblee dei lavoratori in azienda, l’incertezza rischia d’innescare anche la fuga dei giovani: «C’è la possibilità di ritrovare una fabbrica auto-svuotata»

Prime assemblee all’Electrolux di Susegana, dopo l’annuncio dei 1700 esuberi. Paola Morandin e Antonio Rinaldo, due dei delegati concludono gli incontri con i lavoratori – uno al mattino, l’altro nel pomeriggio – e subito vengono catturati dagli operai. In evidente fibrillazione.
«Paola, a quando la riapertura delle dimissioni incentivate?». «Antonio, è proprio vero che ci saranno licenziamenti? E quanti: 300?». I rappresentanti delle Rsu cercano di tranquillizzare, anche se nell’ora di incontro - dalle 9 alle 10 e dalle 15 alle 16 - hanno esposto la drammaticità della situazione senza fare sconti.
Tra paura e vie di fuga
«La cassa integrazione di quante ore sarà» è stata una delle domande più pressanti, «quanto salario ci toglieranno, l’azienda lo integrerà?». Raccontano, i delegati, che se da una parte i pensionandi cercano di uscire approfittando degli incentivi, i giovani li emulano e già stanno cliccando sui siti più interessanti delle offerte di lavoro.
Ecco perché proprio giovedì 14 maggio, più che in precedenza, nelle assemblee ci si è posti il tema della sopravvivenza stessa della fabbrica. «C’è proprio la preoccupazione che i giovani scappino, e che quindi si perdano anche le loro competenze» ammette Rinaldo, «corriamo il rischio, pertanto, di ritrovarci con una fabbrica di persone anziane, tante di loro magari colpite da malattie professionale. Una fabbrica che anziché produrre su tre turni, come al limite potrebbe, lavori a giornata. E anche con fatica».
Lo ha ben evidenziato anche Paola Cirillo, operaia, ex delegata. Il momento è delicato anche ai fini della resilienza. Nel senso che il vertice Electrolux ha assicurato che questo resterà l’unico stabilimento europeo di frigo. Ma di alta gamma, prodotti sofisticati e costosi. «Con i chiari di luna che vediamo, quanto ai salari – riflette Antonio - non è detto che se già oggi il mercato singhiozza (siamo a 530 mila pezzi, rispetto agli 800 mila della soglia di sicurezza), domani o dopodomani recupererà».
Lo stop alle uscite
In questi giorni dovevano lasciare lo stabilimento altri 20 tra operai ed impiegati, con tanto di incentivo. L’Azienda ha autorizzato solo 8 uscite, al momento, le altre no perché si tratta magari di figure professionali importanti per la stabilità produttiva. La tuta blu che fra un anno andrà in pensione potrebbe chiedere di andarsene anticipatamente usufruendo, in questo caso, di un incentivo di 3 mila euro. È la quota minima.
Poi, in base all’età lavorativa, si sale a 12 mila euro e si arriva fino a 74 mila. Ma anche questa tranche di uscite è stata bloccata, in attesa degli sviluppi dal vertice al Ministero delle Imprese fissato a Roma per il 25 maggio.
Incertezza e mobilitazione
«E’ stata una sorpresa, quella di lunedì scorso. Ecco, perché, dopo lo sciopero della prima reazione» ha spiegato Paola ai lavoratori, «dalla prossima settimana inizierà la mobilitazione: per sensibilizzare la popolazione. Ci incontreremo anche con le Istituzioni». Nei giorni scorsi un primo faccia a faccia con l’amministrazione di Susegana, andata anche a confrontarsi con gli operai in picchetto, a giorni gli incontri che si vorrebbero avere anche con i sindaci di Conegliano e Santa Lucia di Piave.
Appello a Stefani e Diocesi
«E ci auguriamo che il presidente della Regione Alberto Stefani venga a conoscere di persona come stanno veramente le cose».
Sul tema ritorna la Diocesi di Vittorio Veneto. Questa sera, alle 20.30 presso la casa di accoglienza "G. Toniolo" di Conegliano (Via Galilei, 32), presenterà il neonato Osservatorio su Lavoro e Impresa, promosso dalla Pastorale sociale diocesana. Il vescovo Riccardo Battocchio, il coordinatore della Pastorale del lavoro don Andrea Forest, Tiziano Barone di Veneto Lavoro, Luca Mori della Cisl, si soffermeranno sulle principali “antinomie” e sfide del mercato del lavoro, ma si confronteranno – è lofgico pensare – anche sulla questione sollevata in questi giorni dei 1700 esuberi annunciati da Electrolux negli stabilimenti italiani.
La riflessione si allargherà alle prospettive che si potranno aprire come soluzione al problema, non senza uno sguardo all'evoluzione del lavoro nell'epoca dell'intelligenza artificiale. Venerdì 15 maggio alle 15.45, davanti al cancelli dello stabilimento di Susegana interverrà l'onorevole Nicola Fratoianni di Avs.
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