Superbonus, affari d’oro: già lavori per tre milioni a Castelfranco Veneto

Gli incentivi danno la scossa al mercato delle ristrutturazioni. Da Banca Terre Venete un acquisto crediti da 500 mila euro  
Un cantiere edile fotografato a Pontedera (Pisa) in una foto d'archivio del 25 marzo 2009. ANSA/FRANCO SILVI
Un cantiere edile fotografato a Pontedera (Pisa) in una foto d'archivio del 25 marzo 2009. ANSA/FRANCO SILVI

CASTELFRANCO. Tre milioni di investimenti nel territorio, grazie al superbonus 110 %: in un anno anomalo e critico per le imprese artigiane, emergono anche positività nel bilancio del 2020 di Confartigianato Castelfranco: come appunto il risultato dell’azione fatta per l’importante incentivo.

«Siamo arrivati a 150 appuntamenti organizzati con imprese, di cui oltre cento con privati committenti per un volume complessivo di 220 interventi da realizzare sugli edifici – spiega il vicepresidente Maurizio Cattapan – Sono già in corso alcune ricognizioni tecniche, il tutto per un valore complessivo di oltre tre milioni di euro. Però sono ancora ampi i margini di miglioramento. Confidiamo nella dichiarazione che la legge di bilancio 2021 contenga la proroga di efficacia dei bonus al 2022, ampiamente giustificata dal ritardo della produzione normativa accessoria e dalla complessità e varietà di interventi. Il rischio di opacità normativa lascia spazio a speculazioni sui prezzi e possibili manovre elusive ed evasive che potrebbero remare contro la bontà dell’incentivo».

Ma il 2020 è stato anche l’anno in cui si è dimostrato come Confartigianato sia un valore aggiunto per le imprese, sopratutto in un momento di difficoltà: «Mai come ora – dice il presidente Oscar Bernardi – gli artigiani hanno avuto bisogno di un punto fermo a cui affidarsi. Per questo abbiamo implementato un’ampia serie di servizi di assistenza verso gli associati, soprattutto di tipo finanziario, tanti dei quali gratuitamente, ma anche a livello di sicurezza sugli ambienti di lavoro circa disposizioni in continuo cambiamento».

E questo con particolare riferimento agli ammortizzatori sociali: «Sono stati erogati alle nostre imprese associate 130.414 ore di cassa integrazione nel periodo tra gennaio e ottobre, pari a 17.688 giornate con 615 lavoratori interessati – dice l’altro vicepresidente Andrea Scapinello – Abbiamo registrato anche un dato positivo nell’occupazione con una variazione positiva tra assunzioni e cessazioni di rapporti lavorativi di +127 lavoratori occupati tra gennaio e ottobre con un’età media di 39 anni. Le aziende associate occupano complessivamente 2.339 lavoratori, con una media di otto addetti per azienda».

Ma per il presidente Bernardi quello che serve in questo momento è avere linee guida più chiare e stabili per la ripresa: «Agli artigiani non manca la volontà e la determinazione, si adattano facilmente alle situazioni, però bisogna dare loro la possibilità di lavorare con più serenità. Inoltre è fondamentale la collaborazione con il governo per creare le condizioni ideali per tornare alla normalità. Le aziende che si sono fermate vanno aiutate oggi, non domani».

Intanto, sempre in riferimento all’ecobonus 110%, Banca delle Terre Venete (ex Credito Trevigiano) in questi giorni ha effettuato il primo acquisto di crediti fiscali per oltre 500 mila euro, accreditando il corrispettivo al cosiddetto “soggetto cedente”: si tratta della Diquigiovanni Srl, storica realtà della provincia di Vicenza nel settore dei serramenti. —

 

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso