«Sua Maestà il Pelmo inno Unesco alle nostre Dolomiti»

CASTELFRANCO. “Una felice attitudine alla creatività, capace davvero di penetrare e comprendere l’epoca contemporanea”: così recitava la motivazione del “Premio Auronzo”, assegnato a Giusto Pio il...

CASTELFRANCO. “Una felice attitudine alla creatività, capace davvero di penetrare e comprendere l’epoca contemporanea”: così recitava la motivazione del “Premio Auronzo”, assegnato a Giusto Pio il 18 agosto 2011 dal Consorzio Turistico Auronzo Misurina. Un riconoscimento non solo alla sua vita dedicata alla musica, ma anche un grazie per il fervido rapporto da lui instaurato per 60 anni con la Val d’Ansiei e la sua gente. Chi lo ha conosciuto bene ad Auronzo è senz’altro Tatiana Pais Becher, già assessore alla cultura di Auronzo e sua vicina di casa, visto che il maestro aveva comperato casa all’ombra delle Tre Cime. «Nel 2010», ricorda l’ex assessore, «abbiamo organizzato una suggestiva performance all’aperto nella Foresta di Somadida, un’autentica lectio magistralis durante la quale il maestro ci illustrò alcuni brani del suo album “Note”, del 1987, seguita dall’ascolto di tre brani dedicati alle Dolomiti. Tra di essi c’era “Sua Maestà il Pelmo”, tratto da “Dolomiti Suite 2009”». Su YouTube il video dell’inno “Sua maestà il Pelmo” è sempre molto visualizzato. «Mi confidò che era uno dei suoi brani preferiti», continua Pais Becher, «che lo aveva composto ispirandosi a un quadro di Masi Simonetti, il celebre pittore di Zoppé di Cadore. È stato anche proposto come inno alle Dolomiti Unesco. Al termine dell’esecuzione del brano all’inaugurazione della mostra al Museo di Santa Caterina di Treviso, che aveva preceduto l’esposizione di Auronzo, era iniziata una raccolta di firme da consegnare alla Fondazione Dolomiti Unesco. L’iniziativa si è arenata e mi auguro vivamente che essa ora venga ripresa».

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