Stazione di Treviso, sfratto alle bici: spariscono le rastrelliere

Chiude la zona di sosta allestita all’ingresso del Metropark da due anni. Verrà riasfaltata e tornerà alle auto. Pendolari sorpresi: «Mancano spazi». In via Dandolo ancora modifiche: arrivano gli stalli ma sono ancora pochi

Federico De Wolanski
La zona parcheggio che verrà sgomberata
La zona parcheggio che verrà sgomberata

Dalle 7 di lunedì l’area riservata alla sosta delle biciclette allestita ormai da due anni all’ingresso del Metropark verrà sgomberata. Lì niente più rastrelliere né telai legati alla bell’e meglio dai pendolari che ogni giorno arrivano in stazione.

L’assetto dell’area esterna dello scalo trevigiano prevede che lì venga riasfaltato tutto e venga riattivato l’ingresso dell’area parcheggio chiuso da tempo. I cartelli sono stai affissi nei giorni scorsi, sollevando una ondata di malcontento. «E dove dovremmo mettere le bici? » domandano i pendolari?

Bici, odissea infinita

Le rastrelliere erano state messe lì quando Rfi avviò i lavori per la realizzazione dell’area di sosta dei taxi e degli stalli per disabili nel luogo dove un tempo c’era il deposito delle biciclette.

I lavori sono stati fatti e al termine dell’intervento una zona del nuovo piazzale taxi e disabili è stata restituita ai ciclisti, ma molto meno spaziosa del passato. Tant’è che le nuove rastrelliere sono quotidianamente riempite, e i ciclisti hanno continuato a utilizzare e affollare anche quelle che erano state messe in via provvisoria al Metropark. Adesso? In molti allargano le braccia: «Non sappiamo».

Le nuove strutture non possono certo accogliere tutti i cicli dei pendolari, e le rastrelliere che erano state messe sotto il cavalcavia per offrire nuovi spazi di sosta alle due ruote, oltre a non essere mai state utilizzate perché scomode, sono circondate dai nastri di un cantiere per la sistemazione del cavalcavia che deve ancora finire.

Il grande bike park costruito nell’edificio al fianco dello scalo poi, pronto da mesi, non è stato ancora aperto, e nessuno ha capito perché e quando lo sarà. E non è finita, perché in via Roma non si è vista traccia di quell’intervento di riqualificazione dell’area dei giardini che per molti pendolari poteva rappresentare l’occasione per una nuova offerta di rastrelliere.

Il cantiere finirà?

Questa è la domanda principe, quella che tutti i trevigiani si pongono, dopo più di quattro anni (anziché due) di lavori, e quella che tutti ormai ripetono con velenosissima ironia e rassegnazione.

I lavori si vede che sono ormai alle fasi finali, ma nessuno intravede il traguardo, non foss’altro perché dopo mesi e mesi di chiusura, e a mesi dal momento in cui venne aperto il primo tratto del tunnel, il sottopassaggio che collega la stazione a via Roma è ancora chiuso, con gli operai ancora a lavoro e – si dice – qualche problema di infiltrazioni da gestire.

Via Dandolo

Sul lato sud, la riqualificazione degli accessi per adesso ha riguardato la rampa est e via Dandolo. Chi sperava venisse sistemato anche il vicoletto che conduce alla scalinata del sottopassaggio per ora è rimasto deluso.

Ma quel che è stato fatto, ad oggi, fa storcere il naso, soprattutto le ultime operazioni come la realizzazione dei maxi parcheggi per le moto che hanno riorganizzato la viabilità, e la posa di nuove rastrelliere colorate per le biciclette che nessuno ha capito quante ne accoglieranno, di certo meno del necessario.

 

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