Stamattina l’ultimo saluto al benzinaio

La cerimonia funebre nella chiesa di Biadene. L’angoscia di un conoscente: «Anche martedì era all’impianto all’alba»
Pucci Montebelluna Franco Nandi titolare distributore carburanti Total suicidio
Pucci Montebelluna Franco Nandi titolare distributore carburanti Total suicidio

MONTEBELLUNA

Anche il giorno prima della tragedia Franco Nandi si era recato al suo impianto di carburanti molto prima dell’orario di apertura delle pompe. Anche martedì infatti era lì già poco dopo le 6. Lo aveva visto e salutato un conoscente che si stava recando al lavoro. E la mattina dopo, alla stessa ora, era ancora lì, nel piazzale della Total. Forse già martedì mattina aveva pensato di mettere in atto il suo proposito e poi ci aveva ripensato.

Non così mercoledì quando, una volta parcheggiata e chiusa a chiave la macchina, come faceva ogni mattina, si era recato poi nel locale adibito a magazzino degli olii e lì aveva messo in atto la sua decisione estrema.

Una scelta, quella del benzinaio montebellunese, che ha lasciato nello sconforto e nell’apprensione la città che a distanza di poco tempo vedeva un altro imprenditore togliersi la vita. Giovanni Schiavinato, il fondatore della Modes, si è infatti tolto la vita a 71 anni nel bacino della diga di Soverzene nel bellunese. Poi il dramma di Franco Nandi, il 47enne titolare del distributore Total di Biadene, che invece ha posto fine alla sua vita nel magazzino degli olii del suo impianto di carburanti, dove lo aveva trovato il suo dipendente quando era arrivato al lavoro.

L’estremo saluto a Franco Nandi sarà dato questa mattina. I funerali saranno infatti celebrati alle 10,30 nella chiesa parrocchiale di Biadene. In chiesa ci saranno i suoi numerosi amici stretti attorno ai famigliari, ci saranno certamente parecchi dei suoi colleghi gestori di pompe di carburanti a salutarlo. La sua tragica fine ha lasciato dietro di sé tanti interrogativi, perché si è trattato di un ulteriore campanello d’allarme su quanto sta succedendo ai piedi del Montello, territorio definito tra i più ricchi d’Europa negli anni Settanta, quando il calzaturiero era in pieno sviluppo, denso di partite iva, ma la cui gente si sta sentendo fragile di fronte alla crisi economica che da alcuni anni sta mettendo in difficoltà il tessuto produttivo. «Siamo tutti più fragili e meno preparati ad affrontare le difficoltà» diceva il sindaco Marzio Favero commentando il tragico fatto. E proprio le difficoltà che sta incontrando il mondo economico montebellunese hanno indotto la Confartigianato Asolo Montebelluna a decidere di avviare un centro di ascolto tramite il quale mettere in contatto degli psicoterapeuti con imprenditori che di fronte alle difficoltà delle proprie aziende, unite magari a problemi più personali, si sentono impotenti, non riescono a reagire e potrebbero entrare in una pericolosa spirale.

Enzo Favero

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