Spresiano, vedono il furto in casa in diretta su telefonino

Il colpo a Visnadello mentre la famiglia era in vacanza negli Stati Uniti

Hanno assistito ai ladri che svaligiavano casa in diretta sull’app, da quella che doveva essere la vacanza negli Usa, trasformatasi purtroppo per loro in una condanna.

È quello che è successo nei giorni scorsi alla famiglia Manzan, di Visnadello di Spresiano. Marito e moglie erano partiti da poco per alcuni giorni negli Stati Uniti quando sono stati allertati dalla notifica di un’intrusione dal proprio telefonino, collegato con il sistema di videosorveglianza dell’abitazione di via XXIV Maggio a Spresiano, che aveva rilevato un ingresso in casa.

Di lì hanno fatto accesso alle videocamere e visto i ladri che si muovevano nell’appartamento rovistando tra i mobili delle varie stanze.

Come un film, solo che era casa loro. Dall’altra parte del mondo hanno provato a contattare i carabinieri ma si è rivelata un’operazione complessa se non impossibile, così hanno contattato un familiare, spiegandogli quello che stava avvenendo proprio in quei minuti e pregandolo di chiamare i carabinieri, arrivati di lì a poco, ma quando i ladri erano ormai scappati a bordo di una vettura blu, inquadrata anch’essa dalle videocamere. «Hanno prima girato una videocamera esterna, poi schiumato l’allarme perché non suonasse» racconta Riccardo Manzan.

I ladri sono fuggiti con un bottino indicativo di 20.000 euro, ma il conto si potrà fare solo al rientro dalla vacanza ormai rovinata.

Ladri in azione non solo nell’hinterland ma anche alle porte di Treviso. Ben cinque i furti massi a segno negli ultimi mesi nel condominio Carlo Albero di viale IV Novembre, forse utilizzando la tecnica del “topolino”, piccolo strumento che permette di aprire le porte forzando la serratura ma senza lasciare tracce. L’anno scorso decine i colpi fatti con questa tecnica.

Al Carlo Alberto gli ultimi pochi giorni fa. «Non ci sono segni di forzature sulla porta», racconta una residente derubata, Morena Ocretti, «l’appartamento completamente a soqquadro. A un vicino hanno trovato e forzato anche una cassetta di sicurezza, a un altro controllato tutta la casa prima si uscire a mani vuote. «Pensavo di essere al sicuro perché vivevo al quarto piano» racconta la Ocretti, «non è bastato».

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