Spagna, i trevigiani nelle brigate antifasciste

Oggi a Treviso incontro dedicato ai volontari: fra loro Pietro Dal Pozzo e Dina Sernaglia. E per Franco ex studenti del Pio X

Partirono dalla Marca per aderire alle brigate internazionali che sostenevano la democrazia spagnola dall’attacco di Francia. Protagonisti, nelle milizie antifasciste della sanguinosa guerra civile che doveva rivelarsi la terribile anteprima della seconda guerra mondiale. Ben 72 sono noti : fra loro sono nomi illustri, che hanno fatto la storia del Pci, della Resistenza, dell’Anpi, della sinistra veneta e italiana. Saranno ricordati oggi, in un incontro organizzato dall’Anpi al museo di Santa Caterina, alle 15.

Un incontro dedicato al ricordo di Pietro Dal Pozzo e Bernardina »Dina» Sernaglia, compagni di lotta e di vita sin dagli anni ’20 in Italia, e poi in Spgana e nella Resistenza trevigiana, figure eminenti del Pci (lui deputato dal 48 al ’58, lei fondatrice dell’Udi a Treviso con Pina Zandigiacomi e della prima colonia per i figli dei meno abbienti). Un saluto del sindaco Giovanni Manildo, poi le relazioni degli storici Fausto Schiavetto (università di Padova) e di Luigi Urettini. Infine Giorgio Troncon ricorderà le figure di Dal Pozzo e Sernaglia.

«Un doveroso omaggio a tanti volontari che partirono dalle città e dalle campagne per difendere la libertà», dice Urettini, «con uno slancio ideale straordinario». Molti, già esuli, passarono per la Francia: uno dei crocevia fu la librerie di Silvio Trentin a Tolosa. C’è chi perse la vita, almeno una decina, chi tornò ferito, come Dal Pozzo.

Indubbiamente spiccano le figure di Dal Pozzo e di «Dina» Sernaglia. Lui, figlio di mezzadri, operaio di una ditta di laterizi, inizialmente socialista ma poi nel Pci sin dal 1921, perseguitato dal regime, tornato in Francia e consegnato dal governo di Vichy alle autorità italiane. Condanato nuovamente dal tribunale fascista, si unirà alla fine alla Resistenza, diventando figura cruciale per i partigiani in montagna, la divisione Nannetti in primis. E sarà segretario provinciale del Pci clandestino - sede in via Tolpada - per rifugiarsi in campagna quando la sede fu «venduta» ai fascisti da una delazione. E rappresenterà Treviso nel Cln veneto.

Lei, operaia di Valdobbiadene nell’industria della seta, originariamente anarchica poi passata a Roma dove conoscerà Pietro (amore di una vita, e lei morirà a 100 anni ) passerà al Pci, verrà arrestata in Francia, e finirà in campo di concentramento femminile.

Infine, la relazione di Urettini illuminerà un ulteriore aspetto dei legami fra Treviso e la guerra civile spagnola. Quella dei piloti veneti, e fra essi di alcuni trevigiani, componenti della pattuglia «La cucaracha» di rinforzo ai legionari fascisti di Franco. Bombardarono Barcellona, altre città iberiche, parteciparono alla presa di Minorca. Il comandante era trevigiano, Giovanni Tessari: diventerà poi viceministro dell’Aeronautica nella Repubblica di Salò. E fra i piloti almeno due trevigiani, entrambi ex allievi del collegio Pio X: Andrea Dalla Pasqua e Andrea Serafini. Urettini ha scoperto le loro memorie negli annali degli ex allievi del collegio vescovile.

Antifascisti e fascisti, i trevigiani si fronteggiarono anche in Spagna. Una pagina di migrazione meno nota del Novecento, di tipo ideale, sui due fronti. Ma non per questo meno suggestiva.

Per onorare quanti si batterono contro il fascismo, nella brigate internazionali, l’Anpi e i relatori di oggi rivolgono un appello ai familiari, e a chiunque abbia documentazione, materiale fotografico, lettere o sappia qualcosa di questi volontari a contattare l’Anpi. «Vogliamo custodire in modo collettivo la memoria di questi valorosi, che si batterono per la libertà dei popoli contro la dittatura»).

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