Soprintendenza: sì alla palestra nel brolo

Il caso di San Giacomo. Si cerca una soluzione condivisa e intanto emergono dubbi sulla necessità di sostituire la Sauro con un nuovo edificio. Guglielmo Monti annuncia: «Stiamo trattando con Comune, Regione e Fai»
VITTORIO VENETO. Punto e a capo. Clamorosa svolta nella vicenda della palestra e della scuola nel brolo delle suore. La Soprintendenza afferma che si può fare l'impianto sportivo, accantonato dal Comune per il no delle monache, mentre boccia la nuova scuola elementare, perché eccessivamente impattante, soprattutto in prospettiva futura. Ne parla il soprintendente Guglielmo Monti.


Il Comune, tallonato dalle famiglie degli alunni, dal consiglio di quartiere e dalla maggioranza delle forze politiche, ha rinunciato a suo tempo all'impianto sportivo, molto contestato soprattutto dal monastero, per lasciar posto alla nuova sede delle elementari, considerate le condizioni precarie dell vecchio stabile della «Nazario Sauro». Una scelta che sembrava assodata, ma che ora viene rimessa in discussione dalla nuova posizione assunta dalla Soprintendenza.


Soprintendente Monti, è vero che state definendo una soluzione condivisa con Comune, Regione e Fai?
«Cerchiamo di trovare una soluzione, tutti insieme. Non vogliamo però condizionamenti assoluti».


Quali condizionamenti?
«Non vogliamo che ci si dica: “La soluzione la troviamo insieme, ma deve essere questa”. Vogliamo che ci sia un minimo di apertura».


Da parte di chi?
«Ovviamente del Comune, che ha fatto troppo una questione di principio il volere la scuola e anche la palestra dietro il monastero. Finché si trattava di una palestra, poteva andare, considerandola a servizio di un parco. Una scuola chi la ferma? Hanno un bel dirci: la scuola la faremo piccola, defilata. Una scuola ha uno sviluppo. Domani gli alunni diventano 200, avranno altre esigenze. Si tratta di ampliare. Gli diciamo di no? Non possiamo».


Non è più impattante una palestra rispetto a una scuola?
«Una scuola dietro al monastero non ci sta. Secondo me una palestra può passare come servizio pubblico. Purché sia defilata, per non dare fastidio. Una scuola è un pericolo pubblico, da questo punto di vista».


In che senso?
«I bambini vengono portati in auto. Quel posto si trasforma in un grande parcheggio. E poi chi lo sa che cosa diventa una scuola elementare fra dieci anni».


Ma la vecchia scuola sta per cadere.
«Il Comune ha messo gli allievi nei container per dimostrare che serve una scuola. Questa è una posizione che ci mette molto in difficoltà. E non è vero che quella scuola stava per crollare. Figurarsi. Comunque c'erano molte altre soluzioni. Se stava per crollare, perchè non si sono mai preoccupati di metterla a posto? Se fosse vero - ma non non lo è - il sindaco si dovrebbe vergognare di dirlo. Ha tenuto i bambini in una scuola che stava per crollare? Perché non è stata fatta la manutenzione?».

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