Sira ora è in svendita per l’intero immobile bastano 1,7 milioni

Dopo il fallimento del 2016 scatta il quinto tentativo d’asta Il prezzo iniziale era superiore di quattro volte: 7,3 milioni

VEDELAGO. Sira, il centro commerciale torna all’asta per la sesta volta con un ulteriore sconto del 25 per cento rispetto all’ultima offerta: stavolta il prezzo base è di un milione e 732 mila euro, dopo l’offerta iniziale di ben 7 milioni e 300 mila euro, ma saranno accettate offerte a partire da un milione e 300 mila euro. Il che vuol dire che potrà essere acquistato con un ulteriore sconto di 400 mila euro rispetto al prezzo base.

Le buste

L’appuntamento per l’apertura delle buste sarà il prossimo 15 gennaio presso lo studio notarile Corsi a San Zenone degli Ezzelini, mentre le offerte dovranno pervenire entro le ore 12 del 14 gennaio. Insieme al centro commerciale, saranno all’asta anche le rimanenti proprietà dell’ex colosso dell’abbigliamento di Fossalunga non assegnate precedentemente situate in viale Trieste. Si tratta di tre terreni, uno di 13 mila mq con prezzo base di 92.813 euro, un altro di 9 mila mq a 34 mila euro e infine uno di 386 mq a 5625 euro. Anche per tutte queste tre proprietà è stata fissata una ulteriore riduzione del 25 per cento rispetto alla precedente offerta, ma le offerte minime dovranno essere pari al prezzo base.

Sanatoria

Il centro commerciale è sicuramente il pezzo più appetibile, ma ha bisogno di interventi straordinari di manutenzione. La copertura del fabbricato risulta in cattivo stato, con infiltrazioni d’acqua piovana. L’ultimo bando riferisce che sono state rilevate delle difformità nella maggior parte delle planimetrie catastali agli atti rispetto a quanto realizzato. Anche la sanatoria, dunque, sarà a carico di chi se lo aggiudicherà.

La crisi

La messa all’asta delle proprietà Sira è l’ultimo atto che riguarda la storia di questa realtà commerciale che per oltre cinquant’anni ha richiamato clienti da tutta la regione. Poi, nel 2016, il fallimento. Le conseguenze più gravi sono state per la titolare Carmen Favaro, che nel gennaio scorso ha patteggiato una condanna due anni e due mesi di reclusione per bancarotta e omissione del pagamento delle imposte. —

Davide Nordio

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