Si finge vice questore, ruba gioielli e contanti ad una coppia di anziani trevigiani: arrestato

In manette un 25enne: aveva fatto credere alle vittime che la loro auto fosse stata impiegata per rapinare una gioielleria a Mestre 

Il denaro e i gioielli sottratti alla coppia di anziani con la truffa del finto poliziotto
Il denaro e i gioielli sottratti alla coppia di anziani con la truffa del finto poliziotto

Si finge vicequestore, ruba ori e contanti ad una coppia di anziani: arrestato un venticinquenne campano. Gli agenti della questura, giovedì 17 aprile, hanno arrestato in flagranza il responsabile di una truffa telefonica consumata con la tecnica del “finto poliziotto”. Si tratta di un venticinquenne incensurato di origine campana. Le vittime sono due coniugi, residenti a Treviso, di 85 e 90 anni. La misura è scattata a seguito della segnalazione di un giovane dall’atteggiamento sospetto in via Monterumici.

Una pattuglia della squadra mobile è accorsa all’indirizzo segnalato, riuscendo ad intercettare un uomo che si stava allontanando a bordo di un taxi dal luogo della truffa. Quest’ultimo è stato trovato in possesso della somma di 900 euro in contanti e di vari preziosi d’oro, riconosciuti poco dopo come provento del reato da parte delle anziane vittime.
Giunti sul posto, gli operatori hanno preso contatto con i due anziani coniugi, che hanno raccontato di essere stati contattati poco prima sulla loro utenza fissa da un uomo che, presentatosi come “vice questore”, gli aveva riferito che la loro macchina era stata utilizzata per commettere un furto in una famosa gioielleria di Mestre e che, pertanto, “dovevano collaborare” e mettergli a disposizione tutto il denaro contante e i gioielli che, di lì a poco, sarebbero stati recuperati da un suo delegato.

Poco dopo, un uomo si è presentato alla porta dei due anziani e una volta in casa ha preso denaro e preziosi, che nel frattempo le due vittime avevano raccolto in soggiorno, per poi fuggire. 
Il venticinquenne è stato, inoltre, denunciato per falso materiale poiché trovato in possesso di una carta d’identità elettronica con microchip abraso. L’uomo è stato arrestato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria, che ha disposto nei suoi confronti l’immediata traduzione in carcere.

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