Sfregio al monumento ai 126 partigiani caduti Spinnato all’attacco
VALDOBBIADENE
Lo sfregio al monumento ai 126 caduti della Brigata Mazzini a Mariech, sul Monte Cesen a Valdobiadene, perpetrato alla vigilia della Festa della Liberazione, è stato condannato da più parti: dall'amministrazione di Valdobbiadene, dallo storico pievigino Daniele Ceschin («Dovete essere chiamati con il vostro vero nome: fascisti. La nostra memoria sarà la vostra pena») e ieri da Anna Spinnato, ex sindaco di Valdobbiadene e oggi all'opposizione. «Scoprire che ancora una volta il monumento di Mariech sul monte Cesen a Valdobbiadene, testimone del sacrificio dei 126 caduti della brigata partigiana Mazzini, è stato imbrattato per la nona volta in questi ultimi anni mi ha riempito di amarezza e dolore - dichiara Spinnato - chi lo ha fatto, chi continua a farlo dimostra come sia necessario lavorare perché il fascismo, ancora presente in una parte della nostra comunità nazionale, venga riconosciuto e isolato, venga superato da un'idea di Italia veramente libera e democratica. Il rispetto per il sacrificio dei partigiani, che ha posto le basi per la nostra nazione, deve trovare spazi maggiori nella nostra comunità nazionale, a partire dai percorsi scolastici, che spesso ancora si fermano a conoscenze frettolose della storia del '900, talvolta senza esplicitare le basi della nostra Costituzione, senza approfondire principi, fatti o metodi del fascismo oppure le finalità antidemocratiche proprie del partito fascista». «Festeggiamo, dunque, la liberazione dal fascismo - continua Spinnato - e festeggiamola con la consapevolezza che la ripartenza dopo il coronavirus debba essere attenta a superare l'indifferenza verso ogni forma di fascismo, di vessazione, di incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, ideologici, etnici, nazionali o religiosi, così come vuole la nostra Costituzione». Festa della Liberazione, che potrà essere letteralmente tale, solamente quando ci saremo liberati e non dovremo star qui a raccontare di altri atti ignobili simili. —
R.M.
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