Settecento scout della Marca a San Rossore

Le “camicie azzurre” trevigiane dell’Agesci sono arrivate mercoledì nella tenuta di San Rossore. Giovedì pomeriggio la cerimonia di apertura,c'è il premier Renzi

Settecento scout trevigiani sono giunti nella tenuta di San Rossore dopo sei giorni di route in giro per l'Italia.  Tutto nel nome del coraggio. Sono i ragazzi dell'Agesci che fino al 10 agosto parteciperanno alla route nazionale sul tema “Strade di coraggio - Diritti al futuro”. Giovani dai 16 ai 21 anni, chiamati rover (i maschi) e scolte (le femmine), assieme ai loro capi e agli assistenti ecclesiastici, prenderanno in spalla lo zaino per un evento, qual è il campo nazionale che, in casa dell'Associazione guide e scout cattolici italiani, era atteso da 28 anni.

A San Rossore da stamattina c'è anche il premier Matteo Renzi. E spunta un selfie  del premier con Bebe Vio la campionessa di scherma di mogliano Veneto che era a San Rossore con il suo gruppo scout e si è fotografata con il premier in visita alla Route.

Ecco il selfie apparso sul profilo della tiratrice

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La cerimonia di apertura nel video di Andrea Camatta

Alla route parteciperanno 30 mila persone, settecento delle quali dai clan dei gruppi della nostra provincia che fanno capo alle “zone Agesci” di Treviso, Castelfranco, Vittorio Veneto e Scorzè. A fare la parte del leone, la zona di Treviso con 450 scout (400 ragazzi e 50 capi). Se si prende il dato della Diocesi, che tuttavia ha un territorio diverso da quello provinciale, i partecipanti da casa nostra sono circa un migliaio.


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(foto di Anita Scardellato)

Si camminerà anche nella Marca lungo otto percorsi proposti da altrettanti clan trevigiani, a ciascuno dei quali sono stati abbinati due clan da altre regioni. Saranno quasi 500 i ragazzi in giro per la Marca con zaini e tendine, 89 invece i campi mobili in tutto il Veneto con 5.600 giovani con la camicia azzurra e il fazzolettone.
«I ragazzi si sono preparati:hanno scritto la carta del coraggio attraverso il confronto con il territorio, percorrendo fasi di osservazione, deduzione e azione nel corso dell'anno», spiega Paolo Simionato, aiuto capo clan al Treviso 5, che oggi partirà per il campo mobile da Longarone a Spresiano lungo il Piave a piedi. «Attraverso l'autofinanziamento, i ragazzi hanno raccolto i soldi necessari. Hanno utilizzato anche la Rete, con il blog e Facebook».

 

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