Il gelatiere di piazza Flaminio a Serravalle: «Centro deserto, rischio di chiudere»

Lo sconforto di Andrea Signorotto: «Certi giorni ho incassato 22 euro. Se da oggi a fine settembre non riuscirò a vendere 16.000 euro di gelati, chiuderò»

Francesco Dal Mas
La gelateria in piazza Flaminio
La gelateria in piazza Flaminio

Andrea Signorotto, il gelataio di piazza Flaminio, conferma: «Se da oggi a fine settembre non riuscirò a recuperare i mancati introiti nei due mesi di chiusura di via Martiri e della pedonalizzazione domenicale, dovrò chiudere la gelateria, perché non riuscirò a dare copertura ai conti in banca e, quindi, mi mancheranno i presupposti per riaprire l’attività a marzo 2027».

Signorotto conduce da 10 anni la gelateria di piazza Flaminio, a Serravalle. Ammette che da quando via Martiri dopo i lavori ha riaperto, «ho ricominciato a respirare, ma quanta fatica: ci sono stati giorni in cui incassavo 22 euro, altri, migliori, in cui arrivavo a 35 euro. Mi disperavo perché con quegli incassi sapevo che il rosso in banca cresceva. E infatti gli istituti bancari sono stati solerti a segnalarmelo. Per questo ho annunciato, anzitempo, la conclusione dell’attività, seppur a malincuore».

Un dialogo difficile

Non manca, il gelatiere, di qualche punta di polemica nei confronti degli inquilini dei piani alti di piazza del Popolo. «Ho avuto modo di parlare con alcuni amministratori. Ho pure scritto loro, nei giorni più disperati. La sindaca ha dichiarato sui giornali che avrebbe studiato il modo di venire incontro agli esercenti più penalizzati. Li hai visti? Io sì. Li ho visti spesso entrare in qualche locale di questa piazza, quindi a pochi metri dalla mia attività. Ma nessuno, proprio nessuno, è venuto a trovarmi. Non avrei preteso le scuse, ma qualche chiarimento sì: sui tempi e magari anche su possibili risarcimenti, per capire almeno se si trattata solo di promesse, oppure, come spero, se è allo studio qualcosa di concreto».

Servono 80 coni al giorno

Signorotto non ha paura della verità: dice che se non riuscirà a «recuperare 16.000 euro di gelati nei prossimi due mesi, la chiusura sarà matematica». Basterebbero un’ottantina di coni al giorno? «In verità - sospira - non sono pochi».

Oggi, intanto, la prova del nove, con il raddoppio del traffico lungo la galleria di Santa Augusta, per la chiusura della strada del Cansiglio. Intanto la sindaca Balliana ha annunciato, nell’ultimo consiglio comunale, che sarà avviato uno studio riguardante il centro storico, tenendo presente la progressiva riduzione del traffico di attraversamento, per migliorare la sicurezza e la vivibilità degli spazi pubblici. Lo studio valuterà il flusso di auto in entrata e in uscita, e sarà considerata la fattibilità dell’istituzione di un’area ztl o di una zona destinata alla pedonalizzazione. Gli esiti verranno valutati insieme alla possibile ricaduta sui commercianti.

Al consigliere Giovanni Braido che aveva chiesto se la maggioranza e la giunta fossero state informate e avessero consentito alla sperimentazione della chiusura domenicale di via Martiri, Balliana ha risposto affermativamente.

Raduni di famiglia

L’altra faccia della medaglia è che l’isola pedonale, che durerà fino al 27 settembre, attrae molti ciclisti della domenica, e diventa perfino lo scenario ideale di storici raduni di famiglia come quello che, qualche giorno fa, ha visto come protagoniste alcune generazioni di una famiglia italo-uruguaiana originaria proprio di Vittorio Veneto e che poi ha vissuto di emigrazione.

Una storia simile a quella di tante altre famiglie, con la gioia di ritrovarsi almeno una volta.

 

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