Sereni a tavola 2025, la startup friulana che combatte solitudine e fragilità degli anziani partendo dal cibo

Nata al Polo tecnologico di Pordenone, l’innovativa impresa unisce nutrizione, tecnologia e assistenza per migliorare la qualità della vita nella terza età

Guglielmo Zisa

L’invecchiamento demografico rappresenta oggi una delle principali sfide sociali e sanitarie anche per il Fvg. Dietro i dati ufficiali, che mostrano una quota crescente di over 65 in condizioni di fragilità, si nasconde una realtà fatta di ridotta autonomia e isolamento sociale. Spesso la fragilità non è soltanto un concetto clinico, ma una condizione quotidiana fatta di piccole, dolorose rinunce: è l’anziana che smette di cucinare perché “tanto, per me sola non vale la pena”, o l’uomo che deve spezzare la pasta perché il tremore alla mani non gli permette più di maneggiarla. In questo contesto, dove la solitudine e le difficoltà alimentari aumentano il rischio di ospedalizzazioni evitabili, nasce Sereni a tavola 2025 (Sat2025).

E’ una start up innovativa, con sede al Polo tecnologico di Pordenone, che nasce dalla volontà di trasformare uno sguardo che chiede aiuto in un progetto concreto, capace di offrire una risposta efficace e umana alle esigenze delle piccole comunità del territorio. Si fonda sull’esperienza del founder spilimberghese, il tecnologo alimentare Alberto Commessatti, e del co-founder Vitaly Caminotto, esperto in Scienze della nutrizione, originario di Cessalto (Treviso). La loro visione unisce le competenze maturate nella ristorazione ospedaliera con la ricerca nutraceutica rivolta alla terza età, avvalendosi di un team che include medici di Rsa, psicologi, sviluppatori e consulenti finanziari.

L’anima operativa della start up è lo sviluppo di un’applicazione dedicata, rivolta sia agli anziani al domicilio sia alle strutture assistenziali. Non un semplice software, ma uno strumento di monitoraggio e tracciabilità del pasto che permette di rilevare la gradevolezza e l’aderenza nutrizionale, supportando attivamente sia le strutture sanitarie sia i fornitori. I primi mesi di attività hanno già generato un forte interesse da parte di realtà d’eccellenza come il Cro di Aviano e lo Ial.

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