«Se è per soldi, te li prestiamo»

Gli amici gli lanciano un messaggio: «Facciamo anche una colletta, se serve»

«Siamo pronti a dargli una mano. Basta che torni, e i problemi li risolveremo insieme». Antonio Alexandre rivolge un messaggio a Paolo Cendron, amico fin dai tempi del liceo. Poi durante l’università a Urbino avevano vissuto insieme, e non si erano mai persi di vista. Finché Paolo ha deciso di sparire. «Sinceramente non so spiegarmi questa scelta, ma vorrei dirgli che ogni problema si può risolvere. Ha degli amici forti che lo aiuteranno. Anche se è una questione di soldi, faremo una colletta. Basta che torni», continua Alexandre. «Aveva scelto di non fare l’esame di Stato, forse per la crisi del settore degli avvocati».

Cendron a Treviso è molto conosciuto, uno della piazza. Poi dopo l’università qualcosa è cambiato, una vita forse più difficile. Con qualcuno degli amici si è perso di vista, con altri invece è sempre rimasto in contatto. «Io all’università gli dicevo che ogni tanto faceva lo struzzo, perché mettono la testa sotto la sabbia per non vedere, quando ci sono problemi o hanno paura. Anche lui faceva così ogni tanto. E credo che anche questa sua scomparsa faccia parte di quel Paolo lì. Ma tutto si può risolvere».

La persona con cui condivideva più della sua vita era l’avvocato Luca Schiavon. Viveva con lui nei giorni precedenti alla scomparsa, e gli dava una mano con lo studio. Ma Schiavon non ha voluto parlare di Paolo. Anche Jacopo Rossi, canoviano, della stesa compagnia di Paolo, lo invita a tornare: «Non so cosa gli sia scattato in testa; ma spero che torni. I problemi si risolvono, tutti; e noi siamo qui per aiutarlo».

Paolo Cendron da due anni circa lavorava alla locanda Da Renzo, dove lo descrivono come un lavoratore affidabile. «È una buona persona, non c’è che dire. Abbiamo provato a cercarlo anche noi, abbiamo parlato con la mamma più volte, ma non siamo stati in grado di trovalo», spiegano dalla Locanda. «Negli ultimi giorni prima della scomparsa era sembrato meno sereno, ma sono cose che si pensano con il senno di poi».

Tifoso della fiorentina e giocatore di poker, ha provato a farne un lavoro fondando una società per il gioco del poker online a Malta. Ne sono a conoscenza gli amici, ed è stato detto anche ai genitori, che però della piattaforma per il gioco del poker online non hanno trovato traccia. Ieri, dopo che i genitori hanno deciso di uscire allo scoperto, altri amici si sono fatti avanti cercando di dare una mano alla famiglia. Per tutti la scomparsa di Paolo è un mistero, sembra che vi siano storie e ipotesi diverse. Quel che è certo è che prima di sparire si è fatto accompagnare a Milano a casa di un amico. Lì è rimasto qualche giorno. Poi se n’è andato senza lasciare un messaggio, senza dire niente, nemmeno a quell’amico che gli aveva aperto la casa. E c’è chi alla storia del clochard non crede. (f.c.)

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