Scure sull’export di Marca Ci costerà almeno 280 milioni
Se l’export delle aziende trevigiane verso l’Inghilterra vale 940 milioni 648 mila euro (dati Istat del 2018), per effetto della Brexit le esportazioni potrebbero calare dal 20 al 30%.
La perdita del potere d’acquisto della moneta britannica «determinerà un calo dei consumi ad alta elasticità, ovvero quelli di lusso, quelli a cui si può eventualmente rinunciare, o quelli sostituibili» aveva detto nei mesi scorsi il professor Ferruccio Bresolin. Pagheranno le bevande (prosecco in primis) ma anche il mobile, settore in cui la Marca vanta un primato nazionale nelle esportazioni, l’abbigliamento, con il settore del calzaturiero del distretto montebellunese. Seguono le macchine industriali e gli elettrodomestici.
Si prevede che le imprese trevigiane che operano in questi settori potranno subire degli inevitabili contraccolpi a causa della perdita di valore della moneta inglese.
Fatti due conti, la Brexit costerà alla Marca oltre 282 milioni di euro alle imprese. Dazi? Secondo i primi rilievi effettuati dagli esperti quasi il 70 per cento dei prodotti non saranno daziabili, anche se non possiamo prevedere quali, ma peseranno i nuovi balzelli (anche burocratici) per i trasporti e i passaggi di confine delle merci.
«Il rischio è che il sistema si ingorghi, confidiamo che la Brexit, ormai avallata dia il tempo almeno fino al 2021 per studiare le migliori soluzioni». Dalla Gran Bretagna importiamo beni e servizi a domanda rigida: l’Europa acquista prodotti di aziende chimiche e farmaceutiche inglesi, ma anche servizi finanziari, basti pensare a quelli relativi alla quotazione in Borsa italiana, partecipata dal London Stock Exchange.
In tema di bollicine adesso la partita è aperta. L’ultimo rilievo del Consorzio di Tutela ha evidenziato un dato negativo per l’export del Regno Unito nel 2019 che potrebbe spiegarsi con la corsa all’approvvigionamento andata in scena in Inghilterra nel 2018, quando lo scenario di una “hard Brexit” sembrava imminente e molti consumatori correvano a fare scorta di Prosecco, con acquisti superiori alla media. Adesso la corsa potrebbe ripartire. —
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