Scure Covid, crollano ordini e produzione Un anno e mezzo per tornare a livelli pre-crisi

Assindustria Venetocentro: «Nel secondo trimestre l’export cade a meno 15% e fatturato interno a meno 18%»  

treviso

Un crollo a doppia cifra di tutti gli indicatori, con la produzione a –18%, export a –14,6%, ordinati a –19% fatturato in italia a –23,1%. Sono numeri da tracollo quelli registrati dalla congiunturale di Assindustria Venetocentro tra aprile e giugno 2020. La pandemia da coronavirus ha imposto una caduta di tutte le componenti produttive sui conti dell’industria di Padova e Treviso e le previsioni future non sono rosee.

lo stallo

Non è soltanto una questione di numeri quella che emerge da una congiunturale ampiamente prevedibile ma pure la percezione di un’incertezza che perdura nella visione degli imprenditori ben oltre i mesi del lockdown strettamente inteso. Lo dimostra il fatto che alla domanda relativa ai tempi di una ripresa completa delle attività aziendali quasi 2 imprenditori su 3 (il 58% degli intervistati) ha indicato una data che va oltre i primi 6 mesi del 2021 con più di un quarto degli imprenditori (il 26, 9%) che scommette su un ritorno al pre-covid solo con la fine del 2021. Un segnale di timore che fa il paio con l’impressione che gli industriali del manifatturiero e dei servizi hanno in merito al futuro contingente dell’occupazione: in questo caso oltre l’87% degli intervistati prevede un pesante aumento della disoccupazione nei prossimi 6 mesi. Nel contempo oltre l’83% degli intervistati crede che si assisterà ad un pesante taglio degli organici con la fine del blocco dei licenziamenti previsto per il prossimo 17 agosto mente ancora un altro 87, 3% del campione prevede che i contratti a termine non saranno rinnovati dopo la scadenza.

il termometro

Un pessimismo rispetto alla congiuntura che diventa tuttavia meno evidente quando si chiede agli imprenditori la tendenza occupazione nei propri stabilimenti. In questo caso prevale la stabilità (47%) e tuttavia l’ipotesi di una diminuzione del personale (22, 9%) è quasi doppia rispetto allo slancio verso nuove assunzioni, previste solo dall’11, 4% degli intervistati. Ma è complessivamente in tutti gli indicatori che le imprese fanno trapelare il proprio pessimismo. La percezione per i prossimi 6 mesi tende al negativo in tutti gli ambiti, con picchi importanti per quanto riguarda il fatturato (in calo per il 56% del campione) e la produzione (-48%). Numeri che per quanto drammatici sono coerenti con indicatori pesantemente negativi non solo in termini di fatturato, produzione ed ordinativi ma pure in materia di liquidità.

credito e lavoro

In questo ambito circa un terzo delle imprese lamenta difficoltà anche a causa dei pagamenti giudicati in ritardo dal 49, 5% del campione (61, 1% nel primo trimestre). Tiene per ora invece l’occupazione (-1, 6%), grazie all’ampio ricorso agli ammortizzatori sociali, utilizzati ad aprile dal 70, 1% delle imprese e in modo più contenuto con la ripresa delle attività a maggio (55, 6%) e giugno (43, 3%). e tuttavia l’incertezza ha determinato solo un parziale rinvio delle decisioni di investimento delle imprese (-1, 4% a fine anno, rispetto al +7, 8 a gennaio), invariate per il 42, 3%, in aumento per il 25%, pur in un contesto interno e internazionale fluido e con molte nubi. –



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