Savno, 7 milioni di investimento per il recupero dei rifiuti: «Il 90 per cento viene riciclato»

A Godega il taglio del nastro della nuova linea nell’impianto. Il direttore Faè: «Siamo leader e continuiamo a investire». Su 125 milioni di chili gestiti, 114 vanno a nuova vita

Diego Bortolotto
Il direttore Stefano Faè
Il direttore Stefano Faè

Quasi 125 milioni di chili di rifiuti gestiti in un anno. Di questi, 114 milioni avviati a riciclo e 47,6 chili di secco residuo prodotti in media da ogni abitante nell’arco dei dodici mesi. Sono alcuni dei numeri del sistema dei rifiuti in Sinistra Piave nel 2025.

Più ancora della raccolta differenziata che, con una media del 90 per cento nei 44 Comuni gestiti da Savno e Consiglio di bacino Sinistra Piave, rappresenta ormai un dato consolidato. A mettere in fila quantità, attività e risultati è il Bilancio di sostenibilità 2025 di Savno, presentato venerdì 18 settembre a Godega di Sant’Urbano in occasione dell’inaugurazione del rinnovato impianto di selezione.

I numeri

Il bacino gestito dalla società pubblica conta quasi 300.000 abitanti, per 147.957 utenze. Nel 2025 sono stati raccolti e gestiti complessivamente 124,77 milioni di chilogrammi di immondizie. La produzione media è stata di 396 chili per abitante, mentre la quota di rifiuti non riciclabili si è fermata a 47,6 chili pro capite, in linea con il dato del 2024 e in lieve aumento rispetto agli anni precedenti.

Nel dettaglio, la raccolta porta a porta ha movimentato 74,8 milioni di chili di materiali. Altri 37 milioni di chili sono stati conferiti nei 35 centri di raccolta presenti sul territorio. Complessivamente, il 91,4 per cento dei rifiuti gestiti è stato avviato a riciclo. Il bilancio comprende anche una serie di indicatori legati alle attività svolte sul territorio. Tra questi figurano 10.321 interventi di pulizia delle caditoie stradali, eseguiti su richiesta dei Comuni con l’obiettivo di prevenire problemi legati agli allagamenti.

Sul fronte ambientale vengono inoltre contabilizzate 603 tonnellate di anidride carbonica evitate. Nel 2025 Savno ha generato un valore aggiunto globale lordo di 47,66 milioni di euro e ha effettuato oltre 6 milioni di euro di investimenti in immobilizzazioni materiali. I dipendenti sono 148 e durante l’anno sono state effettuate 1.179 ore di formazione.

Gli investimenti

È in questo quadro che si inserisce il rinnovamento del polo situato nella zona industriale di Godega. La necessità di trattare quantità elevate di materiali raccolti separatamente ha portato Savno a intervenire sulla linea di selezione, aumentando automazione e capacità produttiva. Il complesso occupa circa 12.000 metri quadrati e comprende due edifici: uno destinato alla linea operativa, l’altro predisposto per sviluppi futuri, logistica e macchinari.

Ogni giorno arrivano circa 150 tonnellate di materiali, escluso il legno. Il processo comincia nella tramoggia e nell’aprisacchi, prosegue con il vaglio balistico che separa le diverse tipologie di materiale e con il deferrizzatore magnetico per i metalli ferrosi. Tre lettori ottici a infrarossi consentono quindi di riconoscere e separare i diversi materiali, mentre un separatore a correnti parassite intercetta soprattutto l’alluminio.

Al termine, i materiali vengono pressati in balle destinate alle rispettive filiere del riciclo. Anche qui sono i volumi a raccontare la dimensione dell’attività. Il cartone selezionato arriva a circa 10.000 tonnellate l’anno, con una purezza dichiarata del 96 per cento. La plastica destinata a Corepla raggiunge le 8.500 tonnellate, con una purezza del 90 per cento, mentre la carta mista si attesta intorno alle 5.000 tonnellate, con il 97, 5 per cento di purezza. A queste si aggiungono 13.000 tonnellate di vetro stoccate e ricollocate sul mercato, 155 tonnellate di imballaggi in Tetrapak e cartoni per bevande, 130 tonnellate di metalli non ferrosi e 20 tonnellate di cassette in plastica pressate. L’investimento per gli interventi sullo stabilimento è stato di circa 7 milioni di euro.

L’evento

Durante l’inaugurazione non è mancata anche una visita allo stabilimento. A fare da navetta tra le diverse aree del polo è stato un trenino utilizzato per accompagnare alla scoperta della struttura e della nuova linea di selezione. «Non si tratta di un investimento nello smaltimento, ma nel recupero dei materiali, che ancora una volta conferma Savno tra i leader di settore a livello nazionale e non solo», hanno spiegato il presidente di Savno, Stefano Faè, e il presidente del Consiglio di bacino Sinistra Piave, Roberto Campagna.

«L’impianto ammodernato ci consente di aumentare la capacità di selezionare e valorizzare i materiali provenienti dalla raccolta differenziata, affinché possano tornare a essere risorse e materie prime».

Al taglio del nastro era presente anche il presidente di Legambiente Veneto Luigi Lazzaro: «L’ammodernamento di questo impianto ci indica la strada della vera innovazione nel settore dei rifiuti, che non passa dall’aumento dello smaltimento in discarica o inceneritori, ma dalla capacità di recuperare più materia e di migliore qualità».

«Quello di Savno è un intervento importante per il nostro territorio, a testimonianza di un impegno che va nella direzione giusta», ha detto il sindaco di Godega Paola Guzzo.

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