Savno, il cda s’ingrossa ma lievitano anche i costi

Dopo l’investitura di Cester alla presidenza, è allo studio un aumento dei membri: in questo modo il monte stipendi schizzerà a 130 mila euro l’anno
Di Renza Zanin
20080530 - CONEGLIANO - TREVISO - ENV - RIFIUTI: INAUGURATO IN VENETO PRIMO ECO-EDIFICIO 'RICICLATO'. E' stata inaugurata oggi a Conegliano (Treviso) la prima casa interamente ''riciclata'', costruita utilizzando solo rifiuti recuperati attraverso la raccolta differenziata. L'eco-edificio ospita la nuova sede della Savno, il consorzio che da sette anni si occupa della gestione di tutti i servizi di igiene ambientale del Veneto Nord Orientale. Costruito su due piani, per una superficie di 600 metri quadrati, l'edificio e' stato realizzato utilizzando l'acciaio riciclato per la struttura portante, le bottiglie in Pet per l'isolamento termo-acustico e gli scarti delle segherie per il tamponamento. Il risparmio energetico sara' garantito dal sistema di climatizzazione geotermica, mentre un giardino pensile sul tetto serve a limitare l'impatto termico. ANSA/DRN
20080530 - CONEGLIANO - TREVISO - ENV - RIFIUTI: INAUGURATO IN VENETO PRIMO ECO-EDIFICIO 'RICICLATO'. E' stata inaugurata oggi a Conegliano (Treviso) la prima casa interamente ''riciclata'', costruita utilizzando solo rifiuti recuperati attraverso la raccolta differenziata. L'eco-edificio ospita la nuova sede della Savno, il consorzio che da sette anni si occupa della gestione di tutti i servizi di igiene ambientale del Veneto Nord Orientale. Costruito su due piani, per una superficie di 600 metri quadrati, l'edificio e' stato realizzato utilizzando l'acciaio riciclato per la struttura portante, le bottiglie in Pet per l'isolamento termo-acustico e gli scarti delle segherie per il tamponamento. Il risparmio energetico sara' garantito dal sistema di climatizzazione geotermica, mentre un giardino pensile sul tetto serve a limitare l'impatto termico. ANSA/DRN

CONEGLIANO. I politici ipotizzano di aumentare i membri del cda di Savno: gli amministratori complessivamente potrebbero arrivare a costare oltre 130 mila euro l’anno, mentre il Pdl preme per la presidenza. Così, mentre i cittadini si dimostrano sempre più insofferenti ai costi della politica e la spending review imposta dal governo riduce le spese degli enti e provoca la discesa in piazza e la protesta dei sindaci, la politica locale pensa ad aumentare le poltrone della società di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

La proposta è quella di portare da 3 a 5 i membri del consiglio di amministrazione. Dell’ipotesi si è discusso mercoledì sera in una riunione fiume al K3 di Villorba, quartier generale della Lega trevigiana, che ha provocato non pochi mal di pancia all’interno dello stesso Carroccio, ma non solo. Con un nuovo assetto di un cda a 5 membri (presidente, ad e 3 consiglieri) i costi lieviterebbero a oltre 10 mila euro al mese. 10.900 euro lordi circa, per essere più precisi, ovvero: approssimativamente 130.800 euro l’anno. Attualmente il cda della società che opera nella Sinistra Piave è invece costituito dal presidente (incarico da 3.300 euro lordi circa al mese), dall’amministratore delegato (2.800 euro lordi al mese circa) e da un consigliere (1.600 euro lordi circa) per una somma totale (92.400 euro l’anno) che in questi anni si è fermata ben al di sotto. Il presidente uscente Riccardo Szumski e il consigliere Mariano Zava, infatti, non hanno percepito il loro stipendio, così come previsto dalla legge, in quanto già amministratori di altri enti pubblici (il primo è anche sindaco di Santa Lucia). L’unico a percepire la sua indennità fino ad ora era l’amministratore delegato Renzo Cester, ora proposto dalla Lega come futuro numero uno della società (anche se il Pdl vorrebbe l’incarico per sé). Totale dei costi pagati finora: circa 2.800 euro lordi mensili, 33.600 l’anno. L’assemblea dei soci (Cit e Sesa) potrebbe comunque decidere di aumentare o ridurre questi compensi.

A metterci del suo nel far lievitare i costi c’è però anche il neonato decreto legislativo numero 39 dell’8 aprile 2013 che introduce una serie di incompatibilità e, di fatto, esclude gli amministratori pubblici dalla corsa per questa poltrona, eliminando il risparmio generato sin ora dai doppi incarichi, come nel caso di Szumski e Zava. Tutto starà nell’applicazione che sarà data alla norma che, secondo alcune interpretazioni, non si applicherebbe agli amministratori degli enti con meno di 15 mila abitanti. Nel cda ampliato, secondo le indiscrezioni, si aprirebbe lo spazio all’ingresso anche del Pd, o meglio di un suo rappresentante, e a una quota rosa.

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