Estate in pronto soccorso: l’Ulss di Treviso arruola 17 medici
Corsie della provincia di Treviso sotto pressione: piano straordinario. Investiti 520.000 euro anche per altri incarichi nei reparti. L’innesto dei camici bianchi per tagliare le liste d’attesa

Si corre ai ripari per blindare i servizi sanitari durante i mesi estivi. Con un investimento complessivo da 520 mila euro, l’azienda sanitaria trevigiana ha attivato un piano straordinario per l’ingaggio di 22 medici in libera professione.
Ambiziosi gli obiettivi: garantire la continuità assistenziale nei reparti chiave, dare ossigeno alle strutture periferiche travolte dalla carenza di personale, proseguire con l’abbattimento delle liste d’attesa per le prestazioni meno urgenti che registrano la presenza di utenti in pre-appuntamento.
Nei pronto soccorso
L’emergenza numero uno si conferma la medicina d’emergenza-urgenza, un settore che da solo drena la fetta più consistente delle risorse stanziate dall’azienda ospedaliera. Per reperire 17 medici da destinare ai Pronto Soccorso della provincia, l’Ulss 2 ha messo sul piatto ben 407.000 euro, spalmati su due diverse e ravvicinate graduatorie libero-professionali per una copertura di sei mesi.
La prima tranche assegna 5 dottori a Montebelluna, 2 a Treviso, uno a Conegliano e uno a Oderzo, con un compenso lordo mensile superiore a 4.000 euro. La seconda graduatoria distribuisce altri 4 professionisti a Castelfranco, uno a Conegliano, uno a Montebelluna, uno a Oderzo e uno a Treviso.
Si tratta di una mossa vitale per dare sollievo ai reparti trevigiani di prima linea nel fronteggiare una media di 25.000 accessi al mese con una tendenza di costante aumento della domanda.
Specialità più gettonate
Non c’è solo l’urgenza dei Pronto soccorso: il piano copre altre sei specialità in forte sofferenza di professionisti nei presidi ospedalieri del territorio.
A Conegliano, il direttore di Ostetricia e Ginecologia, Alberto Candiotto, ha ottenuto l’assunzione di un ginecologo (per 8 ore settimanali a 80 euro l’ora, per 16.640 euro nell’arco di un semestre) così da poter garantire le ecografie ostetrico-ginecologiche di cui le pazienti hanno bisogno. All’Ortopedia di Treviso, il primario Stefano Zanarella ha contrattualizzato un nuovo medico.
Il nominativo è stato recuperato dagli elenchi di Azienda Zero (18 ore settimanali a 80 euro l’ora, per un costo di 37.440 euro lordi) con l’intento di attenuare la grave carenza di professionisti.
Al San Giacomo di Castelfranco, la Neurologia di Giulio Bozzato accoglie un collega libero professionisti per 6 ore settimanali a 80 euro l'ora (con un budget complessivo di 12.480 euro per sei mesi). Infine, la Chirurgia vascolare di Conegliano, guidata da Stefano Doro, riceverà supporto da una dottoressa per 12 ore settimanali a 60 euro l’ora, per un compenso totale di 18.720 euro.
Tagliare l'attesa
L’innesto dei camici bianchi in libera professione punta in modo diretto anche all’abbattimento delle liste d'attesa per visite ed esami, specialmente per le classi di priorità P (programmabili) e D (differibili), che contano rispettivamente 1.820 e 897 prestazioni in pre-appuntamento, stando all’ultimo rapporto dell’Ulss. Parallelamente, l’azienda ha dovuto sanare una falla nel dipartimento di Prevenzione per sostituire un veterinario dimissionario, la dottoressa Sofia Marchiori.
Per non interrompere il Servizio igiene degli alimenti di origine animale, che è quotidianamente impegnato nella verifica di ciò che arriva sulle nostre tavole, monitorando l’intera filiera, è stata scorsa la graduatoria affidando un incarico da 34 ore settimanali a 40 euro l’ora a una collega con la stessa specializzazione.
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