Sanità, la sfida di Manildo «La Regione ci denunci»

All’assemblea sulla Cittadella il sindaco risponde duramente al governatore «Servono verifiche e più soldi per la viabilità. I tempi? Poteva pensarci prima»
AGOSTINI TREVISO INCONTRO PUBBLICO DAL TEMA: LA CITTADELLA DELLA SALUTE ALLA PALESTA AURORA, IN FOTO IL SINDACO G. MANILDO
AGOSTINI TREVISO INCONTRO PUBBLICO DAL TEMA: LA CITTADELLA DELLA SALUTE ALLA PALESTA AURORA, IN FOTO IL SINDACO G. MANILDO

«Che denunci pure: se avevano tanta fretta potevano pensarci dal 2006». Giovanni Manildo, all’incontro di giovedì sera alla palestra Aurora, entra a gamba tesa sul governatore Luca Zaia, che ha minacciato di scatenare i legali della Regione qualora il Comune ritardasse l’approvazione della variante urbanistica della Cittadella della salute. Per costruirla il ministero della Sanità ha stanziato 50 milioni, un quinto del costo totale, che la Regione girerà all’Usl 9 una volta approvata la variante. Un contributo fondamentale, ma che l’Usl perderà se entro il 16 ottobre non verranno aggiudicati i lavori. «Possono fare un’aggiudicazione provvisoria», spiega Giovanni Manildo. «Se Zaia vuole chiederci i danni, che faccia pure. Noi abbiamo una serenità cosmica. È dal 2006 che va avanti questo progetto, dovevano pensarci prima se avevano tanta fretta. Noi ora vogliamo approfondire ogni aspetto, per il bene dei cittadini». Ma non basta. Visto che il tema principale è la viabilità, con il nodo via Venier e Put, Ca’ Sugana chiede alla Regione di mettere sul piatto altri soldi. Per ora ha strappato 100 mila euro di contributo per intervenire sull’incrocio. «Ma vogliamo inserire in convenzione che», spiega il sindaco, «qualora gli interventi fatti con quelle risorse non fossero sufficienti, la Regione, visto che si tratta di un ospedale regionale, metta a disposizione altri contributi». Insomma: fuori i soldi.

E il nodo viario è quello più caro anche ai cittadini, che in 150 hanno partecipato all’incontro. «Basterebbe allargare il ponte davanti al castello facendo una terza corsia», ha sostenuto uno dei residenti. Ma sul piatto l’amministrazione ha due ipotesi: l’installazione di un semaforo per le auto all’incrocio (quello di oggi serve solo all’attraversamento dei pedoni), con la creazione di una seconda corsia su via Venier in direzione Put; oppure la realizzazione di una nuova strada che da via Marchesan, dove ora si trova la sede dalla Mom, si colleghi con viale IV novembre attraverso un ponte. Altro tema caldo la tutela del Sile. Il Centro di Formazione della Cittadella verrebbe realizzato in deroga al piano ambientale, essendo troppo vicino al fiume. «Ogni cittadino che vuole costruirsi la casa deve rispettare il limite dei 20 metri di distanza. Non si capisce», ha detto Romeo Scarpa di Italia Nostra, «perché l’Usl non dovrebbe rispettarlo». Carlo Bocci, ex primario di Nefrologia, la pensa allo stesso modo: «Dobbiamo tutelare al massimo l’ambiente. La sede dell’Ordine dei medici ha già uno spazio per il centro di formazione, basterebbe intervenire su quello». Ma Manildo, oltre che con i cittadini, deve vedersela anche con la sua maggioranza. Impegno Civile ieri ha dettato le proprie condizioni: «Va rinegoziato il ristoro per il Comune, ottenendo altri vantaggi come poter usufruire del teleriscaldamento per la zona vicina alla Cittadella; va garantita la permanenza in centro dei poliambulatori e va preservata la fascia verde del Sile».

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