Sangue e cocaina le tracce degli assassini

I reperti trovati fuori dala stanza del massacro di Gorgo e inviati per le analisi al laboratorio dei Racis di Roma
TREVISO. Tracce ematiche nella dependance di villa Durante, all’esterno della camera da letto. Le hanno rilevate gli investigatori del Racis e inviate con assoluta urgenza al laboratorio di Roma, per le analisi. Il sangue, infatti, potrebbe appartenere agli assassini di Lucia Comin e Guido Pelliciardi. Gli accertamenti sono continuati ieri nella camera da letto. Trovata, intanto, l’arma usata nella rapina di Lovadina. Le operazioni del Racis nella dependance di via Sant’Antonino dove all’alba di martedì si è consumato il massacro dei coniugi Pelliciardi, dovevano essere completate ieri sera, con l’esame della camera da letto. Ma la Procura non ha voluto attendere la fine dei rilievi e ha inviato con urgenza ai laboratori di Roma alcuni reperti raccolti nelle scorse ore. Si tratta di impronte e tracce ematiche rilevate all’esterno della camera, tra la cucina e il corridoio. Gli inquirenti sospettano che il sangue appartenga agli assassini che potrebbero essere rimasti feriti nel massacro. I risultati sono attesi per i primi giorni della prossima settimana. Gli uomini del Racis dovevano verificare la presenza di segni di effrazione sulla porta della dependance e sulle finestre: i primi riscontri escluderebbero forzature. Un elemento, questo, che non aiuta a risolvere il giallo: se ci fosse stata effrazione, infatti, si sarebbe rafforzata l’ipotesi della rapina finita nel sangue che comunque rimane la più forte pista investigativa (gli inquirenti stanno valutando con attenzione anche la vendetta). I sospetti cadono in particolare, per le modalità d’azione, su una banda balcanica che potrebbe avere aver già colpito: il 12 agosto scorso a Cimadolmo e il 15 a Lovadina (al vaglio anche un colpo nel Coneglianese) e inoltre a Enego, nel novembre 2005, dove un’anziana coppia fu massacrata a sprangate. Gli investigatori hanno avviato un raffronto fra le diverse rapine a cominciare dal tipo di ferite riportate dalle vittime. E ci sono altri due elementi di indagine: le armi e l’uso di sostanze stupefacenti da parte dei malviventi. I carabinieri hanno trovato in un fosso il piede di porco usato per l’assalto di Lovadina e con il quale è stato colpito il padrone di casa Sante Frassetto. L’oggetto è prezioso per ricavare impronte e per un’eventuale comparazione con quelle di Gorgo. Che oggi verranno cercate nel Livenza: una squadra di sommozzatori passerà oggi al setaccio il Livenza. Quanto ai coltelli con cui i coniugi Pelliciradi sono stati seviziati, gli assassini potrebbero avere usato quelli rinvenuti nella dependance: i primi raffronti ne dimostrano la compatibilità. Altro elemento d’indagine è il possibile uso di cocaina da parte dei criminali: gli investigatori avrebbero trovato «elementi chimici» nella dependance e sono ora in corso gli accertamenti per verificare se si tratta di droga e se essa era stata usata anche dai rapinatori di Cimadolmo e Lovadina. Ieri, intanto, si è tenuto un nuovo vertice in Procura tra il procuratore Antonio Fojadelli, il pm Valeria Sanzari, il tenente colonnello dei carabinieri Stefano Baldini, il tenente Alexander Platzgummer, il dirigente della Mobile Riccardo Tumminia. Fojadelli ha commentato lo stato delle indagini esprimendo «moderato ottimismo».

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