Bonus bollette, sconti per 23 mila trevigiani
Nel Trevigiano contributi fino a 315 euro ai nuclei economicamente più fragili ma il ceto medio è escluso. Ecco chi può beneficiarne

Sono 23.300 le famiglie che beneficeranno del bonus bollette che il Governo ha introdotto quest’anno. Un aiuto che permette di ottenere il contributo annuo di 115 euro per l’energia elettrica. Poco, ma meglio che niente, considerando che lo sconto in bolletta è destinato alla fascia di popolazione economicamente più vulnerabile, cioè alle famiglie con reddito Isee annuo fino a 9.796 euro, con fino a tre figli a carico (scaglione che sale fino a 20 mila se si hanno almeno quattro figli). Stiamo parlando di quasi 25 mila famiglie, una fetta che rappresenta il 6,2% di tutte quelle censite nel Trevigiano.
E ora con la guerra in Medio Oriente e un aumento dei costi dell’energia all’orizzonte non può che essere una manna dal cielo, peccato che non sia per tutti.
La platea
Come dicevamo, l’aiuto statale è destinato solo a famiglie con determinate caratteristiche di reddito, ovvero quelle più povere, con un Isee inferiore ai 10 mila euro. Un numero preoccupante, anche se facendo un paragone rispetto agli anni passati, la forbice si è ristretta. Nel 2024 i beneficiari erano stati 25 mila e 700, nel 2023, erano ancora meno perché a percepire il bonus erano stati circa 30 mila nuclei. Questa platea è di fatto la stessa che riceve già un altro bonus, quello sociale dell’energia, che comporta uno sconto di 200 euro sempre sulla fattura elettrica.
Le due misure sono cumulabili e non alternative. In totale, almeno per il 2026, quindi le famiglie possono ottenere fino a 315 euro.

Chi è escluso
Il bonus bollette assicura uno sconto non irrisorio, ma che, nella realtà, non rivoluziona la vita di chi ha un Isee inferiore ai 10 mila euro e che, soprattutto, non coinvolge in alcun modo le famiglie del ceto medio, che più di tutte hanno sofferto per gli stipendi bloccati, per l’inflazione e che, paradossalmente, è raro che risultino beneficiarie di contributi ad hoc.
A onor del vero, il decreto prevederebbe un altro possibile aiuto, però su base volontaria. A decidere se applicarlo o meno sarà il fornitore stesso. Questo ulteriore contributo consiste in una riduzione di 60 euro sulla bolletta elettrica per i nuclei che hanno un Isee tra i 9.796 euro e i 25 mila euro e che non godono del bonus sociale. È un provvedimento che riguarda una fetta di famiglie più ampia, circa 36.660. I fornitori che applicheranno questo sconto, e non tutti lo faranno, avranno la possibilità poi di pubblicizzarlo. Questo sarebbe il loro unico vantaggio.
Il mercato libero vs tutelato
L’associazione di difesa dei consumatori, Adico, analizzando la platea delle famiglie trevigiane, ha monitorato anche gli attuali costi dell’energia e del gas con l’aiuto del portale di Arera.
Con le odierne tariffe in provincia di Treviso le famiglie “ospitate” nel mercato tutelato pagherebbero in un anno per la luce (consumo medio annuo in provincia quasi 1.900 chilowatt) circa 515 euro.
La migliore offerta del “libero”, invece, arriva a 470 euro mentre quella media a 610 euro. Per quanto riguarda il gas (consumo medio nel Trevigiano, 1.420 metri cubi), per i vulnerabili la bolletta è di 1.498 euro mentre la miglior proposta del libero è di 1.453 euro. Sempre nel libero la spesa media tocca quota 1.810 euro.
«Sono interventi spot»
«Questi interventi a spot, non strutturali, servono a poco se non a niente», sottolinea Carlo Garofolini, presidente dell’Adico, «i 115 euro arrivano a una platea ristrettissima che tra l’altro è in una situazione economica per la quale lo sconto rappresenta una goccia in un mare di difficoltà. Le famiglie del ceto medio sono tagliate fuori da qualsiasi beneficio eppure rappresentano la spina dorsale del nostro Paese. Il vero nodo della questione bollette è la tassazione esagerata che spesso rappresenta metà dell’importo in fattura. Crediamo che un intervento da fare sarebbe quello di cominciare con la riduzione le imposte». —
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