San Zenone. Vandalismi e spari sul negozio. «Ma non credo sia razzismo»

San Zenone. Per la giovane Maria Karouach, 20 anni, di origini marocchine, è stata una domenica di paura. Non trema, ma dice quello che tutti in paese pensano. «Stiamo lavorando con il terrore che qualcuno ci faccia del male. Ho come il presentimento che l’escalation di raid contro il nostro negozio possa portare a qualcosa di terribile». Le serrande della sua macelleria-ortofrutta aprivano a settembre e, dopo pochi giorni, due colpi d’arma da fuoco infrangevano le vetrate nel cuore della notte.
«Il paese», spiega Maria, «mi ha sempre sostenuto. Mio padre si è persino licenziato dal suo lavoro per rimanere in bottega con me, per proteggermi».
Ma le intimidazioni non sono finite con i due colpi di pistola. L’altra notte, dei “vandali” hanno cercato di metterle fuori uso le telecamere di videosorveglianza davanti al negozio con spranghe e bastoni. «I carabinieri stanno indagando e mi hanno rassicurata. Noi andiamo avanti e ci facciamo forza grazie al calore che stiamo ricevendo in queste ore dai nostri vicini», dice.
Il sindaco di San Zenone, Fabio Marin, rassicura la popolazione: «Un caso isolato, la città non è in preda ai vandali». Si tratta di un caso di razzismo? «Escludo la matrice razzista, ma per queste considerazioni ci sono le forze dell’ordine. Ammetto che mi dispiacerebbe molto scoprire che tutto questo accanirsi a danno della commerciante sia mosso da istanze razziali». —
Elia Cavarzan
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