San Fior, party con dj-set senza permessi: bar The One chiuso per una settimana
Già lo scorso maggio il sindaco aveva disposto la sospensione delle attività di pubblico spettacolo svolte senza le necessarie autorizzazioni

Sette giorni di chiusura per il bar The One di San Fior: nonostante un precedente divieto del sindaco il locale in via Europa, notissimo in città, veniva adibito a discoteca senza le apposite autorizzazioni. Il provvedimento è stato disposto dal questore di Treviso Alessandra Simone dopo una serie di controlli eseguiti negli ultimi mesi dalla polizia e dai vigili del fuoco che avrebbero fatto emergere alcune criticità legate alla sicurezza del locale.
Gli accertamenti, condotti dagli agenti del commissariato di Conegliano insieme al comando provinciale dei pompieri, hanno riguardato in particolare il rispetto delle norme di sicurezza e antincendio, anche in relazione al numero di persone presenti durante alcune serate.
Già lo scorso maggio il sindaco di San Fior, Gastone Martorel, aveva disposto la sospensione delle attività di pubblico spettacolo svolte senza le necessarie autorizzazioni. Secondo quanto rilevato dagli organi di controllo, però, il locale avrebbe continuato a proporre eventi con musica e intrattenimento danzante, pubblicizzati anche sui social, senza le autorizzazioni previste.
Il The One, autorizzato come pub con attività di ristorazione, sarebbe stato utilizzato in alcune occasioni come locale per serate con dj set e intrattenimento musicale, attraverso eventi presentati come “serate spiedo con musica”, ma non compatibili con le autorizzazioni in possesso dell’esercizio.
Oltre alla chiusura per sette giorni, al gestore sono state contestate sanzioni amministrative per alcune centinaia di euro ed è scattata una segnalazione alla Procura della Repubblica per l’ipotesi di apertura abusiva di un locale di pubblico spettacolo.
“La Polizia di Stato – ha dichiarato il Questore di Treviso Alessandra Simone – continuerà con costanza i controlli sui pubblici esercizi di tutta la provincia, per garantire che i luoghi di aggregazione siano sicuri, soprattutto per i giovani che li frequentano”.
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