Molinetto della Croda, il ricordo delle vittime: «I nostri bimbi senza nonni»

A Refrontolo domenica 2 agosto il dolore pacato della famiglia Lot a dodici anni dalla tragedia lungo il Lierza. Il sindaco Canal: «In ansia per la sentenza per la Pro Loco»

Francesco Dal Mas
Il Molinetto della Croda all'indomani della tragedia
Il Molinetto della Croda all'indomani della tragedia

Il Lierza non è sicuramente gonfio come quella notte di 12 anni fa in cui trovarono la morte Fabrizio Bortolin, Maurizio Lot, Luciano Stella e Giannino Breda. Attraversa il parco del Molinetto della Croda ridotto ad un rigagnolo. I visitatori – numerosi – osservano la cascata in silenzio. Sulla colonna che ricorda quelle vittime posa un vaso di fiori rossi.

La celebrazione

La memoria della tragedia, alla Festa dei Omi organizzata da un gruppo di amici che aveva chiesto in prestito la tensostruttura alla Pro Loco, si è rinnovata in chiesa a Refrontolo.

Monsignor Luigino Zago, l’arciprete, alla messa ha invitato a pregare: per chi ci ha lasciato, ma anche per le loro famiglie. «Il Signore della vita allievi le sofferenze che ancora sono ben presenti» ha aggiunto, ricordando quanto la comunità è stata partecipe, nella solidarietà, fin da quella notte, e poi nella condivisione anche del disagio di tante persone che ancora continua. Monsignor Zago ha invitato i fedeli a raccogliersi in una pausa di profondo silenzio.

La famiglia Lot

Tra i presenti anche le figlie di Lot e la sorella Nadia. «Viviamo questo dolore nella riservatezza. È stata dura. Ribellarci a quello che è successo? Nell’animo si, ma cosa può cambiare? Non possiamo che accettare la realtà. E cercare di vivere in serenità».

La famiglia Lot non ha partecipato agli sviluppi dell’azione giudiziaria. E – fa capire la signora Nadia – si astiene da qualsiasi commento. È stata lei, invitata dal parroco, a fare la prima lettura della messa. Sorridono i nipoti di Maurizio, in braccio alle rispettive madri. «Ci dispiace molto che il nonno non li abbia potuti conoscere» confidano.

«La ferita purtroppo è ancora aperta», confida il sindaco Mauro Canal, che alla celebrazione ha voluto portare la vicinanza di tutta la comunità.

Il sindaco Canal

Un’altra messa di suffragio si è tenuta a Pieve di Soligo.

«La comunità, scossa per la tragedia in se stessa, ha cercato col tempo di rasserenarsi, ma la ripresa della vicenda giudiziaria viene vissuta con molta apprensione. Anzitutto tra i volontari della Pro Loco che di settimana in settimana vivono con la coscienza di non portare responsabilità, ma anche con l’apprensione che la giustizia possa riservare qualche amara sorpresa».

E ancora: «Il dovere di una comunità è anche quello di guardare alla giustizia con lucidità per cui non posso esimermi dal manifestare grande preoccupazione per la situazione dei consiglieri della Pro loco, cittadini onesti che si trovano da 12 anni a vivere con l’incubo di una richiesta risarcitoria milionaria». Canal confida che tutti, proprio tutti a Refrontolo non immaginavano un prosieguo giudiziario di questa vicissitudine, proprio perché si era conclusa con quattro assoluzioni in sede penale.

Monsignor Zago, commentando il Vangelo, durante la messa, non ha fatto cenno alla vicenda, ma ha incoraggiato a ritrovare le ragioni della condivisione in tempi – ha specificato – molto complessi, sotto vari aspetti.

La sicurezza

Lo stesso sindaco, intanto, confida che il parco del Molinetto dispone, ormai da anni,di un sistema di sicurezza che fa scattare in tempi reali la Protezione civile e ogni altra autorità.

Un sistema, precisa, di pluviografi, che segnalano ai servizi competenti quando i livelli d’acqua del torrente improvvisamente s’innalzano: «In questi 12 anni non si sono mai verificate situazioni così gravi come in quella notte dell’esondazione». Il Lierza, ieri, era un beffardo rigagnolo.

 

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