SALE LA TENSIONE TRA I CAMERUNENSI E IL COMUNE

CONEGLIANO. Sale la tensione a Conegliano: i camerunensi amici di Donald Fombu (in foto), il 30enne morto lunedì pomeriggio per probabile infarto dopo una fuga dalla polizia, scenderanno di nuovo in...

CONEGLIANO. Sale la tensione a Conegliano: i camerunensi amici di Donald Fombu (in foto), il 30enne morto lunedì pomeriggio per probabile infarto dopo una fuga dalla polizia, scenderanno di nuovo in strada domani mattina, per chiedere giustizia. Ritrovo alle 10 in via Manin, sul punto in cui Donald ha perso la vita, sfilata lungo le strade del centro con cartelli che invocano indagini severe e imparziali: la comunità è sempre convinta che la morte di Donald sia in qualche modo collegabile a un arresto effettuato con violenza dagli agenti di polizia (circostanza mai confermata dai riscontri delle autorità sanitarie). Il sindaco Floriano Zambon stavolta mette da parte la sua proverbiale diplomazia: «La loro iniziativa è del tutto fuori luogo e inopportuna. Qui non siamo in Egitto, non serve andare per strada a chiedere indagini imparziali. La questione è già in mano alle autorità competenti, invito la comunità del Camerun a fare un passo indietro». Non si sa ancora cosa succederà domani, e come si comporterà il Comune. Di sicuro, gli amici di Donald e la sorella di quest’ultimo, Linda, sono pronti a sfilare. «Non abbiamo ancora definito il tragitto» spiega Divino, uno degli amici di Donald «saremo in tanti, e non solo camerunensi. Ci saranno extracomunitari anche dai paesi vicini, e sono ben accetti gli italiani che vorranno unirsi a noi per la ricerca della verità». Sarà bloccato il traffico, il clima sarà “caldo” come lunedì sera, nelle ore successive alla morte del trentenne? «Noi vogliamo fare una marcia pacifica, non vogliamo caos. Mostreremo il nostro lutto e il nostro stato d’animo, e avremo alcuni cartelloni con delle scritte». Divino racconta che la manifestazione ricorderà anche l’immigrato morto giovedì in Calabria per il colpo sparato da un carabiniere intervenuto per sedare una lite. «Non capisco cosa vogliano» replica Zambon «capisco la reazione emotiva di lunedì sera, ma ora chiedo un passo indietro». Intanto il segretario generale del Sap (Sindacato Autonomo Polizia) Gianni Tonelli mostra tutta la sua vicinanza e partecipazione ai colleghi coinvolti, sperando che l’indagine vada al più presto verso l’archiviazione. (a.d.p.)

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