Sagome del presepe decapitate dai vandali «Un gesto gravissimo»

MANSUè. Statue del presepe decapitate, decorazioni natalizie sparite, i vandali hanno preso di mira la natività di via Calate poco distante dal forno Panfabris. Distrutte alcune sagome in polistirolo, a terra i segni dello scempio.
I vandali sarebbero entrati in azione nella notte tra giovedì e venerdì, approfittando del buio. A colpo sicuro hanno preso di mira il presepe all’aperto. Si sono accaniti in particolare sul volto di un angelo e tre sagome a forma di pecorella: buttate a terra e prese a calci e pugni.
Ad essersi accorti dei danni la mattina dopo sono stati i residenti della zona. Subito, la voce di quanto accaduto si è sparsa in paese e sui social. Vittime della mano del vandalo le statue di polistirolo presenti nel giardino di un privato davanti al panificio del paese. «Arrivo davanti al panificio e questo è quello che vedo: statue decapitate e pecorelle buttate per terra. Quel giardino è privato e chi si è preso la briga di andare a fare questi dispetti ha commesso un danno presso un’abitazione privata – commenta Claudia Dal Negro – è un gesto da condannare per la sua stupidità, mi dispiace per le persone che hanno lavorato e non poco, per cercare di creare l’atmosfera natalizia nel nostro paese, si corre il rischio che si stanchino di fare, se il risultato è vedere le proprie fatiche distrutte dalla stupidità di pochi».
Non è la prima volta che le sagome natalizie a Mansuè vengono prese di mira, per questo i volenterosi cittadini che ogni anno si impegnano per decorare il paese, avevano deciso di inserire le decorazioni solo all’interno dei giardini privati e in bella vista. Ma anche questo accorgimento, non è bastato. Oltre al presepe, anche diverse le palline natalizie che decorano gli alberi scomparse l’altra notte. Impossibile individuare i responsabili del vile gesto. Il sindaco Leonio Milan, nell’escludere che possa essere stato un atto contro la religione cristiana, vaglia un’altra ipotesi. «È la bravata di qualche ragazzino, almeno per la questione delle sagome. Certo quanto accaduto non è affatto piacevole, questo è certo» ha dichiarato il primo cittadino, condannando il gesto. Esclusa anche l’ipotesi del vento.
L’opitergino-mottense non è nuovo a questo genere di vandalismi. Con una certa frequenza le sagome sparse nel comprensorio vengono danneggiate. Nel 2015 era accaduto ai profili dell’atleta di colore della maratona di Oderzo, mentre mesi fa i “soliti ignoti” hanno rotto le statue di polistirolo della prima edizione della corsa Rosazzurra di Motta di Livenza, per la prevenzione dei tumori. —
Gloria Girardini
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