Sacro Cuore, la fuga del parroco

Lettera al vescovo: «Lascio perché quando ho chiesto aiuto nessuno mi ha sentito». Fedeli costernati
Borin AG.FOTOFILM treviso don bernardi
Borin AG.FOTOFILM treviso don bernardi

Don Alberto, alla guida da anni della parrocchia del Sacro Cuore, in città, molto attivo nel sociale, giorni fa ha scritto una lettera al vescovo, subito dopo ha lasciato tutti gli incarichi, non ha salutato nessuno ed è fuggito via. Facendo perdere le proprie tracce.

«Crisi di vocazione», sussurra qualcuno nel quartiere. «Si è spretato forse perché si è innamorato», dice qualcun altro. «Lasciatelo in pace, cerca solo un po’ di riposo, è stanco», sostiene un altro parrocchiano.

Ma pochi sanno la verità, mentre il prete non risponde al telefono, se non ai numeri che conosce bene.

C’è solo una traccia, con il senno di poi, della sua decisione di tagliare i ponti con la sua vita di uomo di chiesa: su “Iclesia”, la social app che su internet contiene le notizie di tutte le parrocchie, nel “foglietto degli avvisi” di domenica 21 agosto della parrocchia del Sacro Cuore di Treviso, proprio don Alberto scrive: «Nelle prossime settimane don Alberto sarà assente dalla parrocchia per un periodo di riposo. La messa feriale sarà celebrata da don Giuseppe. Per eventuali funerali rivolgersi a don Ado della parrocchia di San Bartolomeo». Un annuncio all’apparenza normale. E invece, con il senno di poi, era l’avvertimento di qualcosa di meditato, di sofferto, che sarebbe accaduto pochi giorni dopo.

Don Alberto Bernardi, 48 anni, di origini padovane, pochi giorni fa ha lasciato all’improvviso la parrocchia del Sacro Cuore di via Dalmazia. Al momento, pare, non ancora la tonaca, ma sarebbe questione di ore, mentre sono certe le dimissioni da tutti gli altri suoi incarichi: quello di responsabile dell’emporio solidale Beato Erico di via Battisti, di membro del consiglio pastorale, di responsabile della Pastorale del Lavoro, che lo ha visto collaborare a lungo con L’Ascom Confcommercio, tutti incarichi già passati ad altri religiosi, in questi giorni che hanno creato scompiglio in Diocesi.

Ma prima di andarsene don Alberto ha scritto una lettera al vescovo di Treviso, Gianfranco Agostino Gardin, dove annunciava la rinuncia agli incarichi, forse anche alla vita religiosa, con a un certo punto una frase sibillina che denuncia comunque una crisi profonda: «Lascio perché quando ho chiesto aiuto nessuno mi ha sentito», nella Diocesi, tra le file della Curia. Aiuto per cosa? Forse per una fede sempre più incrinata, messa alla prova. Il suo addio al Sacro Cuore è stato comunicato ai parrocchiani mercoledì scorso da don Adriano Cevolotto, vicario del vescovo, durante il consiglio pastorale. E ieri, durante la messa al Sacro Cuore, i religiosi presenti al posto di don Alberto si sono limitati ad annunciare che il parroco se ne era andato. Silenzio assoluto dai piani alti della Diocesi, mentre chi lo frequentava all’emporio si limita a dire che negli ultimi tempi il prete sembrava sempre più chiuso in se stesso, come una persona a cui cominciassero a mancare certezze sulla proprio vocazione o, forse, gravata solo da tanta stanchezza. O forse da un sentimento nuovo, che lo faceva vacillare. In queste ore gli sarebbe vicino il fratello, don Maurizio, parroco a San Pio X di San Donà. (a.z.)

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