Sacconi alla Datalogic: non chiuda Quinto
Il ministro del lavoro Sacconi chiede alla Datalogic di rivedere il piano di delocalizzazione in Vietman dello stabilimento di Quinto e si appella anche alla Confindustria di Bologna, dove ha sede la multinazionale.

''Responsabilità sociale vorrebbe che almeno le imprese italiane multilocalizzate che godono di buona salute rinuncino a processi di delocalizzazione da costi''. Così, in una nota, il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali,
Maurizio Sacconi
, si rivolge ai vertici di
Datalogic
, multinazionale bolognese quotata in Borsa decisa a spostare in Asia la produzione di
Datalogic Mobile
di Quinto di Treviso.
''Una indisposizione mi ha impedito di prendere parte direttamente al tavolo di governo-parti sociali che ho voluto convocare in relazione alla incomprensibile decisione di Datalogic di chiudere lo stabilimento in provincia di Treviso'', si legge nella nota, in cui si stigmatizza l'ipotesi di una delocalizzazione da costi.
A tale riguardo, spiega ancora Sacconi, ''il governo ha invitato le parti a un dialogo diretto superando l'azione unilaterale dell'azienda e approfondendo la possibilità di continuità produttiva e occupazionale. Ci rivolgiamo anche alle Unioni industriali territoriali alle quali l'azienda è associata - aggiunge - a partire da quella di Bologna che ieri ha tenuto la sua assemblea nel segno di un'enfatica invocazione della coesione sociale. E non è certo questo il modo più idoneo per realizzarla''.
Anche perchè, conclude la nota, ''il territorio trevigiano non può essere privato di competenze ed esperienze che costituiscono un tassello importante della sua cultura industriale. Giovani e donne professionalizzate costituiscono un patrimonio cui non si deve rinunciare''.
Argomenti:economia
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