Saccheggiata la villetta dell’imprenditore Pessot

Ennesimo colpo a Cozzuolo, i banditi razziano gioielli e i regali dei battesimi dei due figlioletti. La vittima: «Ormai lo Stato non tutela più i suoi cittadini»
Di Francesca Gallo

VITTORIO VENETO. Saccheggiata la villa dell’imprenditore del mobile Alessandro Pessot. La banda del tramonto ancora scatenata in città. È entrata in azione dopo che la moglie Micaela era uscita con i bambini di tre e quattro anni dall’abitazione di via Dell’Artigliere a Cozzuolo. «Sono sicura di essere stata pedinata», dice la donna. Il colpo è stato messo a segno mercoledì dopo le 15.30. Per entrare nella villa gli esperti ladri a colpi di cacciavite hanno smontato la vetrata antisfondamento che è caduta frantumandosi. Hanno poi avuto tutto il tempo per esplorare i tre piani della villa. Segni del loro passaggio sono stati trovati persino nella mansarda. L’attenzione dei malviventi si è soprattutto concentrata sulle tre camere da letto. In quella del bambino hanno rotto il vetro della porta. In tutta calma hanno razziato gli ori di casa, una serie di monili regalati in occasione di battesimi e altre ricorrenze. A parte il danno materiale, per la famiglia avevano un grande valore affettivo. Nel sacco dei banditi è finita anche bigiotteria di alta fascia. «Non so proprio cosa dire», commenta amareggiato Alessandro Pessot, «ormai lo Stato non tutela più i suoi cittadini». La moglie Micaela è rientrata a casa intorno alle 18.30. «Ho lasciato i bimbi in auto», racconta turbata, «entrata nel salone ho sentito un gran freddo. Mi sono accorta della porta sfondata e ho visto un cofanetto vuoto. Allora ho capito. Con il cuore in gola, sono salita ai piani superiori. Quando ho visto il disastro mi sono messa le mani tra i capelli». Tre giorni prima la banda del tramonto era entrata in azione tentando di forzare le porte di un’abitazione vicina. Il giorno precedente in pochi minuti nel pomeriggio erano stati svaligiati quattro appartamenti dei condomini Castelmonte e San Fris.

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