Crisi Electrolux, niente licenziamenti unilaterali: nuovo piano con uscite volontarie
La novità dal tavolo tra azienda e sindacati che si è svolto a Roma nella mattinata del 5 ottobre. Il ministro Urso: «Si apre una nuova fase»

Prima parziale svolta nella crisi Electrolux. L’azienda ha ritirato il piano da 1700 licenziamenti unilaterali e presentato una nuova proposta da 1.250 uscite volontarie in 3 anni.
«Finalmente si apre una nuova fase. Quello compiuto oggi è un passo nella giusta direzione. Ora serve la responsabilità di tutti per migliorare e definire entro il prossimo tavolo conclusivo del 29 ottobre una soluzione condivisa, capace di assicurare una prospettiva chiara e duratura per il futuro di tutti i siti produttivi e di garantire la salvaguardia dei lavoratori». Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, in una nota, al termine del tavolo al Mimit riguardo Electrolux.
«Dobbiamo salvaguardare tutti gli stabilimenti Electrolux in Italia – avrebbe aggiunto il ministro - compreso quello di Cerreto d'Esi, tutelando i livelli occupazionali. Non ci devono essere licenziamenti né decisioni unilaterali».
Il ministro, secondo quanto si apprende, ha anche sostenuto la necessità che ci siano «ulteriori investimenti negli stabilimenti italiani».
I sindacati
«C'è un cambio di passo. Non si parla più di licenziamenti, come noi chiediamo dall'11 maggio, ma di uscite volontarie in 36 mesi. E soprattutto sono stati confermati i volumi, gli investimenti e il mantenimento dei prodotti nel Paese», ha dichiarato Massimiliano Nobis, segretario nazionale FIM CISL.
«Rimane ancora un punto di domanda importante della ristrutturazione dichiarata sugli impiegati – ha proseguito - che rappresentano la ricerca e sviluppo e la qualità, e Cerreto d'Esi, dove c'è una disponibilità di continuare la produzione, ma ad oggi non abbiamo un progetto di reindustrializzazione. Quindi oggi si è toccato il tema nella sua dimensione più ampia, industriale. Dall'8 cominceremo ad entrare nei dettagli di ogni singolo stabilimento.

«Le istituzioni del territorio stanno rispondendo, hanno sempre sostenuto che questo piano è inaccettabile. Vale per Susegana, ma vale per tutti gli altri stabilimenti. Quindi continuiamo a lottare per cambiare questo piano», ha aggiunto Agostino Breda, della RSU FIOM dello stabilimento di Susegana dell'Electrolux.
Lo sciopero a Susegana
Hanno sbarrato gli ingressi con le proprie auto, oggi lunedì 5 ottobre le merci non entreranno nello stabilimento Electrolux di Susegana e i camion dalle 5 sono rimasti fermi nel piazzale antistante la fabbrica. Fuori anche tutti gli operai che stanno scioperando bloccando di fatto tutta la produzione odierna.
Lo sciopero dei lavoratori Electrolux si è palesato così oltre che con il picchetto di alcuni operai arrivati prima dell’alba. Alle 10 è cominciato il vertice al Mimit con il ministro Urso, i delegati sindacali sono tutti a Roma, presente anche il sindaco di Susegana, Gianni Montesel. C’è grande attesa di capire se il destino delle sedi italiane del colosso svedese potrà virare verso altre possibilità.
Mentre la produzione si è completamente fermata, 160 impiegati su 360 oggi hanno scelto di timbrare il cartellino e di entrare. Un’azione che ha lasciato gli operi basiti. Massimo Baggio, funzionario Fiom ha spiegato: «la parte della produzione completamente ferma non giustifica che il 40% degli impiegati sia entrata questa è la prima volta che succede, come organizzazione ne abbiamo preso atto, un pezzo di fabbrica o non ha preso ha recepito l’importanza di questo sciopero o l’azienda ha riservato loro qualcosa di cui non siamo a conoscenza».
«Stiamo affrontano tagli di 40% dei lavoratori e un aumento del 40% della velocità di produzione, la chiusura di Cerreto, che oggi sembra non essere più sicura. Stiamo scioperando in tutti gli stabilimenti d’Italia per poterci sedere al tavolo come parte lesa e cercare di rimanere uniti come catena unica lunga tutta Italia. Dopo 7 mesi non abbiamo informazioni chiare. In Itaia ci sono strumenti e mezzi per continuare a produrre ed avere una manodopera italiana che venga valorizzata a livello mondiale», ha aggiunto Lorenc paja Rsu Fiom Electrolux.
Fuori dai cancelli gli operai intonano una canzone scritta appositamente per questa occasione “E allora alzo la mia voce per chi non vuol tacere, per chi difende il lavoro e continua a resistere. Ve la canto forte e chiaro per chi non si arrende, la dignità non si licenzia non si compre e non si vende».
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