Rissa in municipio: venetisti in manette

SAN VENDEMIANO. Rissa in municipio: il bilancio è di quattro poliziotti feriti e due arresti. Con l’apoteosi del senatore del Movimento 5 Stelle che chiama in questura per avere chiarimenti sull'accaduto. Giornata ad altissima tensione ieri a San Vendemiano, il caso potrebbe finire in Parlamento. I fratelli Giancarlo e Mario Borsoi sono stati ammanettati con l'accusa di resistenza, oltraggio e violenza a pubblico ufficiale. Ma i familiari attaccano: «Chi uccide rimane libero, chi non fa niente viene arrestato». Ieri alle 10 Giancarlo Borsoi si è incatenato a una panca nell'atrio del municipio di San Vendemiano. «Mi dichiaro cittadino Veneto e voglio lo status di rifugiato politico, come gli stranieri» diceva l'ex benzinaio, che da tempo ha avviato una battaglia contro i “poteri forti”. Lamentava di non aver ricevuto un contributo di 700 euro dal Comune, come gli era stato promesso. C'è stato l'intervento della polizia locale di San Vendemiano. Borsoi aveva una brandina ed era deciso a rimanere lì per giorni. Alcuni associati Life hanno portato il loro sostegno al benzinaio. Quindi per farlo desistere dai suoi propositi sono intervenuti poliziotti e carabinieri. Due ore di trattative infruttuose, in un clima comunque civile e di dialogo. Il parapiglia è scattato verso le 13.30, quando si è presentato in municipio il fratello Mario, gestore di una pompa di gas in paese. Ha preso un estintore e voleva scagliarlo contro i vetri dell'ufficio anagrafe. Poi ha tirato fuori due cartucce dicendo «ne ho pronte delle altre». Così dal Comune hanno nuovamente allertato il 113. Gli agenti del commissariato di polizia hanno bloccato Mario Borsoi, che ha tentato di prendere per il collo un poliziotto. L'ex benzinaio, sentendo le grida del fratello è andato in suo aiuto, slegandosi dalla catena. Quindi è stato fermato da altri due poliziotti, uno dei quali è stato morso a una mano, riportando una prognosi di 15 giorni. Altri tre agenti sono finiti al pronto soccorso, e anche Giancarlo Borsoi ha deciso di farsi portare in ospedale. Nell'abitazione di Mario Borsoi a Zoppè è stata effettuata una perquisizione e sono stati trovati un fucile da caccia e delle cartucce. Per lui scatterà anche una denuncia perchè ha portato le munizioni fuori casa. Nel pomeriggio i parenti dei due arrestati sono rimasti per ore fuori dal commissariato di polizia. Lì si è dato vita a un presidio della Life, con alcuni storici componenti, tra cui Daniele Quaglia, l'ex deputato Fabio Padovan e Geremia Agnoletti.
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