Riabilitazione senza pazienti «I medici fanno resistenza» Il caso di Valdobbiadene
La denuncia del presidente degli istituti San Gregorio, Antonio Raia «Abbiamo dieci posti letto riservati all’ex Usl 7 che nessuno mai occupa»
VALDOBBIADENE. L’unità riabilitativa di Valdobbiadene, operativa da aprile 2016, non è ancora entrata a pieno regime. Motivo? I pazienti provenienti dall’ex Ulss 7 non sono mai arrivati.
Infatti dei 25 posti letto accreditati alla struttura, dieci sono riservati ai comuni di Quartier del Piave, Vallata, Coneglianese e Vittoriese; posti rimasti desolatamente vuoti: «Da gennaio la nostra media giornaliera di presenze è di 14,55. Insomma siamo al di sotto della nostra capacità di accoglienza, pari a 25 posti letto –spiega Antonio Raia- con i danni economici che ne conseguono. E la cosa più incredibile è che oltre alla elevata professionalità degli operatori, alle attrezzature all’avanguardia e a una struttura nuova e funzionale, dal mese di luglio, e per i primi quindici giorni di ricovero, le terapie sono interamente a carico del servizio sanitario. Non è così altrove».
Insomma, i pazienti dell’Urt non devono mettere mano al portafogli contrariamente a quanto sarebbero costretti a fare coloro che per la riabilitazione usufruiscono dei servizi offerti dalle case di riposo sparse nella vecchia Ulss 7 che, non potendo contare su un servizio sul modello valdobbiadenese, ha stipulato in loco varie convenzioni per una sessantina di posti letto. «Le cose ora sono cambiate e ad essere discriminati e penalizzati, secondo me - rincara il presidente degli Istituti S. Gregorio- sono principalmente i cittadini a causa di un eccesso di campanilismo altrui».
Ma come funziona il meccanismo? «Il medico di base invia il paziente al fisiatra dell’ospedale, il quale indica la struttura dove riabilitarsi. Mi chiedo: dagli ospedali di Conegliano e Vittorio si ha una conoscenza piena dell’esistenza dell’Urt? C’è la volontà politica? Sono interrogativi che bisogna porsi. Resta il fatto che l’utente viene danneggiato e discriminato, considerato che da noi i costi sono pari a zero per le prime due settimane di ricovero mentre nelle altre strutture deve pagare intorno ai 50 euro giornalieri».
L’Urt di Valdobbiadene è una struttura intermedia e nella Marca è unica nel suo genere. E’ seguita di persona e settimanalmente dal primario dei nosocomi di Castelfranco e Montebelluna, un fisiatra.
«Attualmente a Valdobbiadene per far quadrare i conti –rileva Raia, che non sa spiegarsi la resistenza- abbiamo ridotto il personale, sia per la fisioterapia che per l’assistenza, e comunque stiamo spendendo più del previsto. Non ci sono dubbi che i dieci posti vuoti riservati alla vecchia Ulss 7 ci stiano penalizzando economicamente. Continuano a ripeterci che i pazienti arriveranno. Sono stato rassicurato dal direttore generale Benazzi in più occasioni, anche una settimana fa. Al momento però, e a sette mesi da quando siamo stati accreditati a 25 posti letto, non si è visto nessuno».
Laconica la risposta: «L’Ulss 2 ha messo a punto i percorsi relativi all’occupazione dei dieci posti destinati a pazienti con particolari esigenze riabilitative, su indicazione dello specialista. Nella struttura di Valdobbiadene saranno inviati pazienti con esigenze di tipo riabilitativo ortopedico o neurologico residenti nei tre distretti». I tempi? «A brevissimo –fanno sapere dall’Ulss- Dipende ovviamente anche dalle indicazioni che arrivano dagli specialisti».
Adriana Rasera
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