Revine: morti cinque asini a causa di un killer misterioso

Al momento non si sa quale possa essere la causa di queste morti. Un’ipotesi è che i decessi siano legati all’erba o ad altre piante che hanno mangiato
REVINE. Cinque asini sono morti mentre stavano pascolando. Il misterioso killer ha messo in allarme tutta Revine. L’episodio è stato segnalato da una famiglia che ha una baita sul monte Frascone, nella zona montana sopra Revine. Sono stati loro a contattare il proprietario dopo che hanno rinvenuto le bestie morte.
 
Martedì il proprietario della piccola mandria era salito in montagna per portare 15 asini a pascolare. Era stato scelto un luogo tranquillo e ricco di foraggio. Invece nella notte ne sono morti tre. A rinvenirne le carcasse e stata la famiglia proprietaria di una vicina casera. «Li abbiamo trovati mercoledì mattina, erano morti vicino a una “lama”.
 
E venerdì ne sono morti altri due». Al momento non si sa quale possa essere la causa di queste morti. Un’ipotesi è che i decessi siano legati all’erba o ad altre piante che hanno mangiato. Ma potrebbero esserci altre ragioni, finora ignote. «Non era mai capitata una cosa simile da noi in montagna», dicono in paese. L’episodio ha inquietato non poco i revinesi. Venerdì sul posto si sono recati i veterinari dell’Usl. Gli animali sono stati sezionati e sono stati eseguiti dei prelievi esplorativi a diversi organi. E stata inoltre campionata anche l’erba circostante per capire se sia contaminata da qualche sostanza velenosa.
 
Intanto il proprietario ieri si è riportato a casa i dieci asini sopravvissuti, per evitare che la mandria sia ulteriormente decimata da questo misterioso killer.
 
Anni fa si era verificato un altro caso analogo, in un noto maneggio della Vallata, sempre nel comune di Revine. Il bilancio era stato di quattro cavalli e un’asina deceduti. Gli animali erano morti uno dopo l'altro. Dopo i primi sintomi, un cavallo era stato portato in una clinica specializzata a Montebelluna. Le altre bestie erano state trattate nel maneggio senza essere trasferite.
 
Ogni cura era risultata però inutile. I cavalli erano morti dopo giorni di agonia. I proprietari avevano tentato il tutto per tutto. Erano stati fatti intervenire anche gli "ippiatri", alti specialisti che avevano provato a sostenerli, trattarli, idratarli e disintossicarsi con terapie mirate. Invano. 

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