Turisti sui laghi ghiacciati di Revine ma il sindaco prepara il divieto

Attenzione massima sui laghi di Santa Maria e Lago, ancora non è proibito camminare sulle superfici degli specchi d’acqua. Per il primo cittadino però ci sono dei rischi, è in arrivo l’ordinanza

Francesco Dal Mas
Turisti sul lago ghiacciato
Turisti sul lago ghiacciato

I laghi di Santa Maria e di Lago tornano a ghiacciarsi. Anche se – come ricorda Giorgio Giorgi, appassionato della storia di questi specchi d’acqua così invitanti da essere frequentati pure da turisti stranieri – i pesci dovrebbero respirare tranquillamente, magari in profondità, dove le temperature sono meno gelide.

Il sindaco di Revine Massimo Magagnin si prepara, intanto, ad emanare un’ordinanza, se la situazione dovesse diventare pericolosa. Come, peraltro, fece nel gennaio di 5 anni fa. «Si sa che da sempre il fenomeno della ghiacciatura dei due laghi – scrive Magagnin – può costituire un’attrattiva per tante persone e qualcuno, spinto dalla spettacolarità dei luoghi, potrebbe essere indotto a camminare sulla superficie ghiacciata». «È già accaduto nel passato, specie lungo le rive, dove lo spessore è più leggero ed ha ceduto al primo balzo dell’incauto ospite» ricorda Giorgi.

Pesci rossi sotto il ghiaccio
Pesci rossi sotto il ghiaccio

«Ecco, dunque – insiste il sindaco – che l’assenza di criteri validi a garantire la solidità e la resistenza del ghiaccio determina una situazione di grave pericolo per chi dovesse accedere». In passato era accaduto che delle persone si avventurassero sulla superficie ghiacciata come fosse una pista per il pattinaggio per il ghiaccio, per poi finire per sprofondare in acqua non essendo la lastra sufficientemente spessa.

La profondità massima dei due laghi è oggi di 6 metri per Santa Maria e di 4 per Lago. Un tempo – come ricorda ancora Giorgi – era rispettivamente di 12 e di 4 metri. L’ultima ordinanza di divieto prevedeva che chi veniva pizzicato ad avventurarsi sopra la superficie ghiacciata poteva essere punito con una multa fino a 206 euro e con l’arresto fino ai tre mesi, avendo violato l’articolo 650 del codice penale.

«In questi ultimi giorni le condizioni della superficie sono semmai ancora più pericolose – puntualizza Magagnin – perché a tratti c’è ancora l’acqua che non viene rilevata come tale per un velo ghiacciato che è in formazione. Quindi è davvero consigliabile rimanerne alla lontana». E, d’altra parte, dopo qualche giorno di temperatura ancora siberiana, ritornerà la pioggia e pertanto anche il ghiaccio si scioglierà.

«Fino agi anni 80 – ricorda Giorgi – non solo si pattinava sul lago, in condizioni come queste, ma si giocava perfino ad hockey, con squadre ovviamente improvvisate: Santa Maria e Lago una contro l’altra agguerrite».

Intanto i sindaci di Revine Magagnin e di Tarzo Gianangelo Bof sono alle prese con la documentazione relativa all’implementazione del progetto sperimentale di ossigenazione del Lago di Santa Maria. I due Comuni si sono aggiudicati un contributo da 150 mila euro dal Ministero dell’Ambiente. «Stiamo operando in stretta collaborazione con la Regione. Il percorso burocratico è asfissiante – afferma Magagnin – ma speriamo di portarlo a compimento entro l’anno, al più tardi ai primi del 2027». 

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