Renzi, la passeggiata nel ciclone

Visita di Matteo Renzi a Treviso: il giorno dopo il passaggio del premier in città fioccano gli interrogativi sulla sicurezza e il servizio d’ordine messo in piedi. Il sindaco Giovanni Manildo, ieri, ha commentato: «Sarebbe stato meglio proporre subito a Renzi di salire in auto, appena uscito da Santa Caterina, vista la presenza di manifestanti, invece di farlo andare a piedi fino a palazzo Rinaldi. Chi era all’esterno e poteva controllare e valutare i casi, poi doveva proporre le soluzioni: se ci fosse stata proposta la macchina, probabilmente si sarebbe risolto ogni problema. Le tensioni si potevano insomma evitare». Ossia la passeggiata da incubo del premier Renzi da Santa Caterina fino a palazzo Rinaldi, avvenuta tra spintoni, urla e tiri di arance. Con la concreta possibilità che il premier se la vedesse davvero brutta, che ci potesse essere un contatto fisico con qualche facinoroso infiltrato tra i giornalisti. Anche perché, all’ultimo momento, il premier ha dovuto fare un percorso diverso da quello fissato all’inizio: più lungo e più tortuoso. E questo perché, a causa del piccolo drappello di Forconi con pettorina appostato all’incrocio del liceo Artistico, la questura ha deciso di evitare il percorso previsto, e più comodo, verso piazza San Leonardo con svolta a destra verso Ca’ dei Carraresi e sfilata in Pescheria, Buranelli fino a piazza Rinaldi. Il premier è stato invece scortato in via Santa Caterina nell’innesto su via Sant’Agostino, quindi su un tratto di via Manzoni per prendere vicolo Pescheria, quindi sfilata sempre più difficoltosa nell’isola della Pescheria, in via Palestro e ai Buranelli, difficoltosa perché molti Forconi si erano tolti le pettorine già a Santa Caterina infilandosi nel corteo dei giornalisti al seguito del premier.
Lo stesso Renzi, appena uscito da Santa Caterina, dove aveva incontrato i sindaci, davanti alla contestazione dei Forconi e alla tensione montante, si è girato verso il vicesindaco Grigoletto e ha detto: «Ma quanto ci vuole per arrivare a piedi?» a palazzo Rinaldi, sede dell’incontro con gli industriali. «Dieci minuti», ha replicato Grigoletto. Renzi allora è impallidito e ha detto: «State scherzando? Sono troppi», ma poi si è incamminato a passo veloce. Vivendo dieci minuti pesanti, culminati negli spintoni in via Palestro e in piazzetta Rinaldi. Dieci muniti ad alto rischio, a Treviso, per il premier. «Sono sempre stato a fianco di Renzi», racconta il vicesindaco Roberto Grigoletto, «È stato solo detto, fuori Santa Caterina, che bisognava cambiare percorso. Ma nessuno ha proposto l’auto». Manildo incalza: «Sarebbe stato meglio invece proporre la macchina prima di iniziare a camminare, visto che il percorso concordato con palazzo Chigi rappresentava un pericolo. Ma è anche chiaro che, una volta cominciata la passeggiata, la doveva portare avanti. Ma alla fine, per fortuna, è andata bene». Per fortuna. I due ministri al seguito del premier, Poletti del Lavoro e Giannini dell’Istruzione, a loro volta hanno fatto un altro percorso ancora.
Ma c’è un altro interrogativo, sempre in tema di servizio d’ordine: come hanno fatto alcuni esponenti dei Forconi, tolte le pettorine, a confondersi tra i giornalisti (erano accreditati in 420, operatori compresi) e i curiosi? Sta di fatto che su percorso alternativo, scelta di non usare l’auto per il premier fino a palazzo Rinaldi e infiltrati si parlerà questa mattina al tavolo sulla sicurezza chiesto espressamente da Ca’ Sugana, in prima battuta, per parlare di allarme accattoni e bullismo. Ci sono insomma diversi punti da chiarire. Anche se il sindaco Manildo ammette, nonostante non competesse al Comune il servizio d’ordine: «L’organizzazione è stata fatta in brevissimo tempo, dal giorno prima della visita, di fatto, ossia da martedì alle ore 16, quando è arrivata la nota di palazzo Chigi: solo da quel momento la questura si è messa in moto. C’è poi da ricordare che i giornalisti sono stati moltissimi, oltre 400. C’era confusione. Al tavolo in Prefettura chiederò comunque perché non sia stata usata l’auto. Tirate le somme, è stata però una grande, bella giornata per Treviso. Ora speriamo che Renzi torni al più presto a trovarci ancora».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








