Renzi a Treviso, sette ore vorticose

TREVISO. Sette ore ad altissima intensità quelle vissute a Treviso dal neo premier Matteo Renzi alla sua prima uscita pubblica da presidente del consiglio. Sette ore dense di appuntamenti, emozioni, momenti difficili che sono iniziate poco dopo le 8.20 del mattino quando l'aereo di Stato è atterrato al Canova di Treviso, e si sono concluse alle 15.16 minuti, quando lo stesso aereo ha staccato la pista di San Giuseppe volando in direzione Roma.

La giornata, attesissima, è stata contraddistinta da un vastissimo spiegamento di forze e da vari sit-in di protesta. A dare il via alle danze la visita del premier alle scuole medie Bianchetti-Coletti di Santa Bona a Treviso, note per i corsi di arabo, per le inziative sociali e per la multietnicità degli studenti. Lì, Renzi si è intrattenuto più del previsto chiacchierando con gli studenti (dossier video) lontano dalle videocamere e dalle macchine fotografiche (guarda tutte le fotogallery) che assiepavano il cortile. "Scuola, passioni, futuro" racconterà a fine incontro, "abbiamo parlato di questo, ma anche di quello che piace o non piace di Treviso. La scuoa è un caposaldo della Nazione e da questa vogliamo partire per dare un nuovo futuro all'Italia". Perole già pronunciate nei giornmi scorsi e che Renzi ha voluto ribadire con forza oggi anche davanti ai sindacati, alle associazioni di genitori, agli studenti che si assiepavano fuori dalle aule. E per dimostrare la sua attenzione al tema, Renzi ha annunciato anche l'apertura di una casella di posta dedicata matteo@governo.it per scrivere di scuola e denunciare i problemi.
Al termine del faccia a faccia con i ragazzini, entusiasti, la corsa verso il centro storico di Treviso dov'era atteso da sindaci e amminstratori ma anche da un gruppetto di rappresentanti del movimento dei "Forconi". Pochi ma furiosi, tanto da mettere in crisi il cordone di sicurezza prima e dopo il vertice all'interno del museo di Santa Caterina. Con i sindaci e gli amministratori locali Renzi ha parlato di tasse, di burocrazia, di patto di stabilità annotando (nel vero senso della parola) i tanti sfoghi da parte di chi amministra il territorio e chiede più fondi, meno vincoli, più prospettiva. Con lui Luca Zaia, il presidente della provincia Muraro e il sindaco di Treviso Giovanni Manildo per quasi un'ora. Poi quello che doveva essere il festoso bagno di folla ma si è trasformato in un percorso ad ostacoli.
I manifestanti all'esterno del Museo, all'uscita del premier, hanno messo in atto un vero e proprio pedinamento seguendo la caminata di Matteo Renzi attraverso la città, verso Palazzo Rinaldi dove era atteso dagli imprenditori. Urla, cori, perfino lancio di arance, spinte e corse che hanno costretto la polizia a un duro faccia a faccia, e il premier Renzi ad accelerare il passo. In piazza Rinaldi momenti di forte tensione degenerati per un attimo anche un un breve scontro fisico tra forze dell'ordine e forconi presto terminato.
Lì, in sala arazzi, già schierati in attesa del presidente del consiglio tanti nomi di peso dell'economia di Marca, non ultimo Luciano Benetton. E con loro Renzi ha discusso di cuneo fiscale ribadendo l'intenzione di tagliarlo per 10Mld di euro, di flessibilità, di incentivi, ma anche della possibilità di instaurare un rapporto diretto tra Governo e impresa.
Saltato "per ragioni di sicurezza" (spiegheranno in mattinata i membri dello staff e della sicurezza) l'incontro con i rappresentanti sindacali di Electrolux. Ma ai lavoratori Renzi però ha voluto assicurare subito un confronto: "Il vertice di oggi non si farà ma solo perchè abbiamo deciso di fare un incontro faccia a faccia a breve con le delegazioni di tutti gli stabilimenti italiani a Roma. Il tema mi è caro e lo affronteremo nei prossimi giorni"
E dopo un breve incontro con la stampa, la corsa verso H-Farm, l'icubatore d'impresa di Riccardo Donadon e che Renzi aveva già visitato in campagna elettorale. Una visita per parlare di sviluppo, di impresa, di lavoro giovanile, temi cari al premier. Lì tante pacche sulle spalle, tanti sorrisi, meno tensione e un pranzo veloce prima di correre verso l'aeroporto di Treviso.
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