Renzi a scuola, tra proteste e gioia

La visita dle premier all’istituto comprensivo di Santa Bona circondata da cittadini, sindacati, manifestanti politici

Il premier Matteo Renzi è arrivato a Santa Bona, alle scuole medie Coletti-Bianchetti in un lampo, a bordo dell’auto blu preceduta da un lungo corteo di mezzi di polizia e guardie del corpo.

Poco dopo le 8.32 era atterrato all’aeroporto Canova di Treviso dove lo attendeva anche il presidente di Save Enrico Marchi oltre al sindaco Giovani Manildo, al prefetto e al presidente di Aertre.

La prima uscita pubblica del leader del Partito Democratico in veste di presidente del Consiglio è stata accompagnata lungo tutto il percorso dalla curiosità della gente, degli automobilisti che vedevano sfilare il corteo e i lampeggianti e poi da tutte le persone – oltre 400 – che attendevano davanti ai cancelli della scuola dove da stamattina erano tesi gli striscioni di protesta del sit in di Forza Nuova e quelli dei sindacati della scuola e degli altri rappresentanti delle associazioni come ad esempio Telefono Azzurro che cercavano di avere visibilità e ascolto dal neo premier.

Renzi ha dribblato le guardie del corpo un po’ come Papa Francesco e si è proiettato subito verso la folla davanti alla scuola, salutando, stringendo mani e dispensando sorrisi. Poi dritto nell’auditorium dove gli studenti e gli insegnanti lo attendevano in trepidante attesa. Dentro, oltre un’ora (ben più del previsto dalla scaletta) con i ragazzi, parlando di futuro, di coraggio, di istruzione ma anche di educazione.

Dopo parole, sorrisi e battute nuovo bagno di folla fuori dalla scuola dove attendevano tutti l’uscita del premier. Pressing di giornalisti e curiosi, Renzi, dopo aver dribbliato i controlli per avvicinare alcuni cittadini è salito in auto protetto dal questore Tommaso Cacciapaglia.

Il look del premier non cambia:– giacca, camicia e cravatta... rigorosamente viola Firenze

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso